Eurallumina, intervenga Roma

Pubblicato il da sandro

I sindacati chiedono un incontro al Governo

Il progetto c'è, si chiama vapore a bassa pressione. E l'utilità è innegabile: consentirebbe di ridurre in maniera sensibile i costi ridando competitività alla fabbrica dell'allumina che potrebbe riaccendere gli impianti. Ma manca ancora l'accordo tra Enel e Eurallumina.
«Una cosa per noi inammissibile», spiega Sergio Murenu, uno dei delegati della Rsu dell'Eurallumina, un anno e mezzo in cassa integrazione e la prospettiva, fra qualche mese di vedersi decurtare anche l'assegno.
«Per la prima volta, aggiunge il rappresentante dei lavoratori - ci troviamo di fronte ad un progetto razionale ed economicamente valido che consentirebbe di riavviare gli impianti, non possiamo lasciarci sfuggire questa opportunità». Ai cancelli della fabbrica di Portovesme premono (metaforicamente) quattrocento dipendenti diretti e altri duecento delle imprese d'appalto: chiedono che l'Eurallumina, società del gruppo Rusal, riavvii gli impianti spenti un anno e mezzo fa.
«Serve l'accordo sul vapore a bassa pressione - aggiunge Murenu - e poiché una delle parti in causa è l'Enel, un ente di Stato, chiediamo che sia in Governo a intervenire per rimuovere eventuali ostacoli». La richiesta è quella di un incontro a Roma, a Palazzo Chigi (la sede del Governo), da sostenere con eventuali azioni di lotta che i lavoratori concorderanno questa mattina davanti ai cancelli della fabbrcia. Sono stati convocati lì dai sindacati per un'assemblea volante. «Solleciterenmo l'incontro a Rona - incalza Sergio Murenu - e chiederemo che Enel ed Eurallumina si presentino al Governo con un pre-accordo sul progetto vapore».

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