Rabbia Eurallumina, aeroporto bloccato

Pubblicato il da sandro

Caos e tensione: i passeggeri hanno raggiunto il terminal a piedi

Centinaia di passeggeri bloccati in strada, costretti ad abbandonare le auto a bordo strada e camminare sotto il sole, trascinando i bagagli per quasi due 34528 133368456701112 100000838744377 145140 7698272 nchilometri, così da raggiungere l'aeroporto e non perdere il volo prenotato. Sono state quattro ore di passione quelle che si sono vissute ieri mattina lungo la bretella d'accesso allo scalo “Mameli” di Cagliari-Elmas, rimasto parzialmente isolato per l'improvvisa protesta di un centinaio di operai dell'Eurallumina di Portovesme.
Poco dopo le 9.30, le tute blu bloccano la rotatoria che divide lo scalo civile da quello militare, mandando in tilt la circolazione nell'ora di maggior afflusso di passeggeri. «Siamo dispiaciuti per tutti questi disagi - dice Antonello Tirocco, rivolgendosi ai viaggiatori - sono un operaio e siamo tutti disperati. Chiediamo solo che la nostra azienda sia rimessa nelle condizioni di riprendere a lavorare».


CAOS IN STRADA

Per scongiurare il blocco ad oltranza, i manifestanti chiedono un incontro certo, a Roma, tra Governo, azienda, Enel e lavoratori, così da sbloccare la 34549 133368276701130 100000838744377 145134 4385981 nvertenza sul costo dell'energia che da un anno impedisce la riapertura della fabbrica di allumina. Bastano pochi minuti di sit-in perché l'unica via d'accesso all'aeroporto andasse in tilt e scoppiasse il caos: la doppia fila di auto arriva fino alla statale 130 e centinaia di persone, inchiodate dentro le auto, fanno i conti col caldo infernale di metà luglio. «Posso comprendere la disperazione dei lavoratori, ma perché prendersela con noi?», chiede Stefania Marongiu, giovane di Senorbì che ha dovuto rinunciare al volo per Milano. «Sono precaria e lavoro con un cococo da 600 euro al mese. Dovrei partecipare ad un concorso al Cnr per il quale ho studiato tanto».


I DISAGI

Stessa musica da Pietro Muscas e la moglie Mirella Secci, entrambi di Selargius. «Abbiamo lavorato due anni per questa vacanza che è anche il nostro viaggio di nozze», protestano, mentre boccheggiano in auto e un volontario della Protezione civile passa loro una bottiglia d'acqua fresca (Prefettura e Provincia ne hanno distribuito a centinaia), «così perdiamo la coincidenza per New York, ma non possiamo lasciare l'auto in mezzo alla strada».
Una trentina di carabinieri e poliziotti in assetto antisommossa presidia l'ingresso dell'aeroporto, temendo l'invasione della pista, mentre gli agenti della Digos e della Questura evitano l'esplosione di tensioni con gli automobilisti. Scintilla sedata, ad esempio, quando un camionista cerca di sfondare il blocco, rischiando di travolgere due operai. Accerchiato dalle tute blu riesce a stento a risalire sul pesante mezzo, facendo retromarcia sotto una pioggia di bottiglie. Stesso discorso quando un gruppo di turisti francesi, passati a piedi dopo aver lasciato le auto, vengono ricoperti di insulti per aver espresso il dissenso ai manifestanti puntando loro il pollice abbassato.


LA SOLIDARIETÀ

Ma oltre ai disagi, anche solidarietà. «Continuate, difendete il vostro lavoro», sorridono due vitali pensionate, Matilde Martinelli e Andreina Casula, di San Giovanni Suergiu e appena rientrate da Lourdes, «non è giusto quello che vi 34528 133368450034446 100000838744377 145138 794362 nstanno facendo e che sta accadendo in tutto il Sulcis». Tanti viaggiatori sardi (e non solo) solidarizzano coi manifestanti, indossando per qualche secondo il casco bianco prima di riprendere la via dell'aeroporto, rigorosamente a piedi. Alle 13, la svolta, col viceprefetto, Bruno Corda, e il vicequestore, Giuseppe Gargiulo, che riferiscono le notizie da Roma. «La riunione - precisa Corda ai manifestanti - si terrà mercoledì 28 luglio e saranno presenti le rappresentanze di Governo, lavoratori, azienda Regione, Enel e sindacati. Stiamo facendo il possibile perché quest'azienda riparta».
Il presidio finisce alle 13.30, coi manifestanti che si scusano con gli automobilisti e ringraziano le forze dell'ordine. Nessuna ripercussione sui voli in partenza, assicurano da Sogaer, ma in tanti hanno perso l'aereo.


FRANCESCO PINNA

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