Vertenza-Rockwool: slitta il vertice a Roma
Si allungano ancora i tempi della vertenza Rockwool. Il vertice tra istituzioni, sindacati e multinazionale, inizialmente previsto per oggi al Ministero dello Sviluppo economico, è slittato al 6 maggio prossimo. La Rockwool aveva chiesto il rinvio di un giorno, ma la concomitanza con una riunione del direttivo regionale della Cgil, ha imposto un'ulteriore posticipazione.
Reazioni non proprio entusiastiche da parte dei 70 cassintegrati, che nel frattempo mantengono i presidi di protesta, sia in fabbrica che sul Ponte per il Lavoro di Campo Pisano.
«A poco più di un mese dalla scadenza della cassa integrazione - dicono - anche una settimana persa può essere tanto».
La loro mobilitazione, comunque, va avanti.
In mattinata daranno vita a un corteo, che partirà da viale Fra Ignazio e arriverà davanti al palazzo del Consiglio regionale, in via Roma.
Entro il 6, poi, è prevista una convocazione di sindacati e lavoratori alla Regione, che dovrà dar conto del confronto che la Commissione Industria del Consiglio ha avuto con gli amministratori dell'Igea, la società regionale deputata alle bonifiche sui siti minerari dismessi.
L'incontro si è svolto nei giorni scorsi, ed era finalizzato a sondare le effettive opportunità di ricollocazione dei cassintegrati Rockwool nella società in house, come da più parti auspicato nelle ultime settimane, non senza un certo ottimismo pre-elettorale.
Fra le varie ragioni per cui gli operai avrebbero senz'altro preferito un'accelerazione dei tempi della vertenza, piuttosto che un ennesimo rinvio, c'è anche il giallo di una voce che gira sempre più insistentemente fra i soliti bene informati. Secondo l'indiscrezione, per il momento non suffragata da alcun elemento di fatto, un gruppo imprenditoriale arabo avrebbe dichiarato il proprio interesse all'acquisto dello stabilimento di Sa Stoia, e potrebbe aver addirittura già incontrato la Rockwool per sondare il terreno prima di avviare una vera e propria trattativa.