Sulla costa non sarà installata nessuna pala
«Qualcuno può presentare gli esposti che vuole», dice Lolliri riferendosi alla decisione annunciata dal consigliere Angelo Cremone di presentare l'atto in Procura: «Non abbiamo alcun timore. I nostri atti sono pubblici e chiunque può visionarli per rendersi conto della validità del progetto». Un progetto, quello del parco eolico, necessario per consentire l'autoproduzione di energia, «indispensabile perché la Commissione europea non ci permette di avere energia a tariffe agevolate, che sarebbe classificata come aiuto di Stato». Dunque o si autoproduce oppure la fabbrica non è più nelle condizioni di garantire la produzione e i livelli occupativi. Difficile, soprattutto in questa terra di disoccupati, obiettare di fronte a un progetto da cui dipende anche l'ampliamento dell'impianto zinco-elettrolitico. Ma di fronte alla recente convenzione siglata con il Comune sorgono numerose perplessità.
«Il primo stadio del progetto - spiega l'Ad della Portovesme srl - prevede la sistemazione delle pale eoliche in tre punti diversi: all'interno dello stabilimento, nei terreni del Consorzio e nel territorio di Gonnesa, verso Bacu Abis. Il secondo, invece, verso Nuraxi Figus e verso Seruci, ma lontano dal mare e dall'area archeologica. Lunedì (domani, ndr) è in programma la conferenza di servizi all'assessorato regionale all'Industria per il primo step, poi incontreremo le società che hanno manifestato interesse per il parco».
L'investimento previsto, tra eolico e ampliamento dell'impianto zinco elettrolitico, è di circa 350 milioni di euro. «Una boccata d'ossigeno per tutto il territorio. Non mi risulta che altre società abbiano attuato interventi di questa portata, senza neppure chiedere finanziamenti pubblici. Ma se qualcuno vuole opporsi faccia pure. E lo dica chiaramente in pubblico. Noi invitiamo tutti a leggere i documenti».