Cassintegrati? Attendere, prego

Pubblicato il da sandro

La Cgil accusa l'Inps: in provincia sono al verde in 400. C'è anche chi aspetta da gennaio
I soldi degli ammortizzatori in ritardo di mesi

Domenica 18 luglio 2010Attese di mesi per i dipendenti di piccole imprese o di aziende già chiuse: i soldi della cassa integrazione in deroga arrivano con forti ritardi. Roberto Puddu, Cgil: «Le richieste di aiuto ai Comuni sono aumentate del 40 per cento».Sempre più disperati. Da mesi non ricevono gli assegni della cassa integrazione e della mobilità. Sono quasi 400 lavoratori del Sulcis Iglesiente dipendenti delle imprese d'appalto e ora inseriti negli elenchi dei lavoratori in mobilità o in cassa integrazione. A denunciare «ritardi e disagi per padri di famiglia» sono le organizzazioni sindacali del Sulcis Iglesiente. «In tutta la Sardegna ci sono circa mille lavoratori che vivono grazie all'assegno di cassa integrazione in deroga e a quello di mobilità», denuncia Roberto Puddu, segretario della Camera del lavoro del Sulcis Iglesiente: «Ebbene, di questi mille il 40 per cento è del Sulcis Iglesiente. Si tratta di lavoratori che ruotano attorno al mondo delle imprese d'appalto che per lungo tempo hanno garantito il funzionamento di imprese più grosse o ancora di aziende che non ci sono più. Lavoratori che non vedono soldi da febbraio o marzo».

 
DISPERAZIONE

 «Questi ritardi, anche di quattro mesi, non fanno che alimentare la disperazione che c'è in questo territorio». Basti un esempio. «Ci sono famiglie - aggiunge Puddu - che vivono grazie al sostegno dei Comuni o dei parenti: alla Cgil risulta che le domande presentate ai Comuni per ottenere i contributi siano aumentate vertiginosamente, con percentuali che si aggirano intorno al 40 per cento».

 
ENTE MUTO 

A sentire il sindacalista, che per i prossimi giorni annuncia iniziative assieme alle altre sigle sindacali il problema sarebbe all'Inps: «Anche nei giorni scorsi - spiega - ho provato a chiamare la direzione regionale per avere chiarimenti: mi hanno lasciato tutta la mattina in attesa, con la musichetta; la chiamata tornava indietro. Non sono riuscito ancora a dialogare con il massimo responsabile dell'istituto di previdenza». 


ALTRE VOCI

 Nei giorni scorsi anche il presidente della Provincia Tore Cherchi ha rimarcato la necessità di «interventi immediati per affrontare l'emergenza del Sulcis». Non nasconde la sua preoccupazione neppure Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl: «Il problema maggiore riguarda i lavoratori di piccole aziende o di imprese che hanno chiuso: in questi casi non ci può essere l'anticipazione da parte del datore di lavoro dell'indennizzo e quindi i lavoratori devono fare i conti con i tempi burocratici». 


I CASI

 Fabio Enne, segretario generale della Cisl del Sulcis Iglesiente, cita gli esempi dei lavoratori della ex Card net (azienda che avrebbe dovuto produrre, nella zona industriale di Iglesias, schede a banda magnetica) da anni in lista di mobilità, i dipendenti delle imprese d'appalto che hanno lavorato per la centrale Enel di Portovesme e per l'impianto Enelpower. «La situazione - aggiunge Enne - diventa sempre più preoccupante: i lavoratori coinvolti continuano ad aumentare». 


INCONTRI 

Domani, a Cagliari, sono previsti degli incontri con gli assessori regionali all'Industria e al Lavoro a Cagliari: «In quelle sedi, faremo presenti questi ritardi e questi disagi agli amministratori regionali».


DAVIDE MADEDDU

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