Rockwool: «Mai più lana di roccia»
Non si trova un acquirente e, giura Rockwool, per la lana di roccia non c'è mercato: gli operai, ora, sperano nelle bonifiche minerarie. Dal ponte per la rinascita del lavoro alla Regione.
La protesta dei lavoratori in cassa integrazione dello stabilimento Rockwool di Iglesias si è spostata in viale Trento, dove gli operai hanno incontrato ieri mattina l'assessore regionale all'Industria Sandro Angioni. Un vertice non programmato e non ufficiale, necessario però per spiegare le ragioni della protesta e, soprattutto, domandare chiarimenti sul futuro.
SCADENZA
«Abbiamo chiesto all'assessore chiarimenti su quello che sarà di noi una volta scaduti gli ammortizzatori sociali - spiega Pino Cocco, rappresentante della Rsu aziendale - perché a giugno finisce la cassa integrazione e noi vorremmo capire cosa succederà». Un quesito esternato anche ai rappresentanti dell'azienda danese che ha deciso di delocalizzare la produzione chiudendo l'impianto e smontando i macchinari.
SENZA MERCATO
«L'assessore - aggiunge Cocco - ci ha spiegato che in quello stabilimento non si produrrà più lana di roccia perché Rockwool va via e non ci sono altri imprenditori interessati a rilevare gli impianti».
RICOLLOCAZIONE
Dai lavoratori la richiesta di una conversione attraverso i progetti di riqualificazione professionale nel settore ambientale. «La Rockwool - prosegue il sindacalista - è nata per la ricollocazione dei minatori. Abbiamo chiesto che si trovi il modo per salvare i posti di lavoro. L'assessore ci ha spiegato che questo argomento è oggetto di discussione con l'assessore regionale al Lavoro».
IMPIANTI
Nel corso del vertice è stato confermato lo stop alle operazioni di smontaggio della catena produttiva dello stabilimento Rockwool situato nella zona industriale di Iglesias. «Per il momento e per tutta la settimana - continua Cocco - non ci saranno altri interventi, anche perché nel frattempo anche Rockwool ha manifestato la volontà di volerci venire incontro attraverso un piano che preveda, giusto per fare un esempio, l'anticipazione degli ammortizzatori sociali».
MOBILITAZIONE
Prese di posizione e promesse di impegno che però non fanno cessare la mobilitazione avviata dai lavoratori dello stabilimento ormai chiuso: vanno avanti i due presidi istituiti sia davanti allo stabilimento chiuso sia davanti alla miniera di Campo Pisano. Proprio nel piazzale antistante il corpo di guardia della miniera sono state sistemate le tende dei lavoratori che hanno deciso di presidiare l'area a oltranza. I lavoratori chiedono di essere ricollocati nel settore delle bonifiche ambientali delle aree minerarie. Lavoro che nel Sulcis Iglesiente dovrebbe essere portato avanti dalla società regionale Igea. Su Facebook, intanto, continuano gli appelli e la solidarietà ai lavoratori sul profilo “Un ponte per il lavoro - lavoratori Rockwool in lotta”.
DAVIDE MADEDDU