Eurallumina, ipotesi vapore a bassa pressione
Entro la settimana ci dovrebbe essere un nuovo incontro tecnico tra l'Eurallumina e l'Enel per discutere del progetto del vapore, indispensabile per il riavvio della raffineria di allumina.
Le due società si stanno confrontando sui dati tecnici del progetto: accertata la fattibilità, si discute ora di trasferimento in alta o in bassa pressione del vapore prodotto nella centrale termoelettrica dell'Enel.
Due caratteristiche diverse, che comportano differenze di tempi, costi e modifiche agli impianti.
In un primo momento si era presa in considerazione solo l'ipotesi del vapore ad alta pressione che avrebbe dei tempi di realizzo di circa 24 mesi. Tempi considerati troppo lunghi dai lavoratori.
Ora si dovrà analizzare l'ipotesi del vapore a bassa pressione:
le modifiche da fare sarebbero minori e inferiori i tempi di realizzo, ma potrebbe essere necessario usare un tipo di bauxite diversa da quella solitamente usata dall'Eurallumina.
Insomma prima di prendere una decisione definitiva sull'aspetto tecnico saranno necessari altri confronti tra le due società.
Solo una volta superate le questioni tecniche sarà convocato il tavolo politico al Ministero, a cui saranno chiamati anche i sindacati.
Resta poi da affrontare l'altra tematica scottante della vertenza Eurallumina, cioè il nuovo sito per il bacino dei fanghi rossi, anche se quello attuale (sotto sequestro da settembre 2009) potrebbe accogliere scarti di lavorazione della bauxite per altri sei anni.
ANTONELLA PANI