La Rockwool insiste: «Vogliamo gli impianti»

Pubblicato il da sandro

Oggi assemblea dei lavoratori

_DSC0034-copia-1.JPGLe prove generali per lo smantellamento della Rockwool di Iglesias sono cominciate già da qualche tempo, ma i lavoratori non hanno intenzione di lasciare che venga smontato alcun macchinario prima che la loro vertenza si avvii a soluzione su un preciso binario.

Ma tra vertici senza esiti concreti, trattative fantasma e qualche scintilla tra la multinazionale e le maestranze (che lunedì hanno impedito l'ingresso ai tecnici danesi impegnai nelle pulizie degli impianti), il tempo passa senza che si intravvedano all'orizzonte prospettive anche minimamente concrete per il futuro dei lavoratori.
Nel frattempo la società scalpita per riprendersi i macchinari, che vorrebbe trasferire all'estero per incrementare la produzione di un altro stabilimento (si dice in India), e tenta anche la carta del dialogo diretto con i lavoratori. Nessuno di loro parla, ma i vertici dell'azienda

- ieri e avant'ieri a Cagliari per incontrare la Regione

- si sarebbero impegnati a cercare le condizioni per sciogliere le resistenze degli operai.

Probabilmente assicurando loro un prolungamento degli anticipi di cassa integrazione, magari con relativi incentivi: mossa plausibile e non infrequente in simili situazioni. In ogni caso, per il momento, non c'è nulla di ufficiale:

se un incontro c'è stato, tra la multinazionale e i lavoratori, è stato di carattere informale.

Di certo c'è che stamane di buon mattino i cassintegrati partiranno alla volta di Cagliari, e insceneranno un sit-in davanti alla Regione, per chiedere un incontro immediato con l'assessore all'Industria Sandro Angioni, dal quale intendono conoscere quanto emerso nel corso del vertice con gli amministratori della Rockwool nei giorni scorsi.
Il clima, insomma, è ancora teso fra gli operai, e anche le manovre di avvicinamento che la Rockwool avrebbe tentato nei loro confronti, non sembrano essere state accolte con ottimismo, ma piuttosto interpretate come il segno che, con ogni probabilità, ancora nulla è stato definito, e la vertenza potrebbe prolungarsi ulteriormente.


PAOLO MOCCI

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