Rockwool: bimbi e donne sfilano in corteo
Sembrano allegri e spensierati, in testa al corteo che da piazza Sella percorre le strade del centro di Iglesias per arrivare a Monteponi dove i loro papà lottano per il lavoro. Ma, in realtà, anche loro, i bambini degli ex operai Rockwool, sentono il dramma della precarietà dei loro padri. E non a caso sorreggono gli striscioni con le scritte “A Natale tu puoi, noi no” e “Dietro ogni operaio c'è una famiglia”. Non è massiccia la partecipazione alla marcia di solidarietà organizzata dalle mogli dei lavoratori barricati da undici giorni all'interno della galleria Villamarina e degli altri che presidiano il piazzale del villaggio minerario, in attesa di risposte concrete per il reinserimento al lavoro, attraverso le società in house della stessa Regione. Ma la lotta va avanti e si attende, nelle prossime ore, la convocazione dell'incontro decisivo.
I COMMENTI «Stiamo vivendo malissimo - commenta Cristina Melis - noi non abbiamo figli, ma comunque non si riesce ad arrivare a fine mese. Questa situazione, poi, sta minando l'armonia familiare». Lo sa bene anche Anna Meloni, due figlie ventenni studentesse: «Non vorrei che si dovesse arrivare a costringerle ad interrompere gli studi. È una situazione che definire paurosa è poco, meno male i familiari ci aiutano, ma non è pensabile che si debba fare ricorso a questo per vivere».
CONSIGLIO COMUNALE Intanto il Consiglio comunale di Iglesias ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con il quale impegna il sindaco e la Giunta «a vigilare sulla corretta e puntuale attuazione da parte della Giunta regionale, degli impegni dettagliatamente indicati nelle mozioni su Eurallumina e Rockwool approvate dal Consiglio regionale». Nel documento si insiste anche sulla necessità di «adottare ogni altra iniziativa utile per la risoluzione definitiva delle vertenze e l'avvio delle bonifiche», nonché «coinvolgere le più alte cariche dello Stato, incluso il Presidente della Repubblica