Riparte la vertenza della Ila

Pubblicato il da sandro

Il 17 aprile i lavoratori si riuniranno in assemblea

Nessun imprenditore che scalpita per rilevare lo stabilimento ed una vertenza che sembra infinita e ancora in cerca di una svolta: per decidere una scossa alla questione Ila, subito dopo Pasqua, il 7 alle 8,30, si svolgerà un'assemblea dei lavoratori, con le segreterie dei metalmeccanici e i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. All'ordine del giorno nessuna novità sul futuro della fabbrica, ma piuttosto la necessità di accelerare tutta la pratica.
Perchè ogni giorno di stop in più contribuisce a rendere meno appetibili gli impianti (i forni sono spenti da un anno e mezzo) e, come se non bastasse, si avvicina luglio, quando scadrà la cassa integrazione per i 189 dipendenti. Insomma c'è più di un motivo per imprimere un'accelerata alla vertenza-Ila, perennemente in stand-by, in attesa di una svolta risolutiva che finora non c'è stata. Qualche mese fa c'era l'interesse di un gruppo umbro-marchigiano, ma poi è scoppiata la grana Alcoa e la cordata ha sospeso le trattative: «Senza la sicurezza dell'alluminio fornito da Alcoa, la fabbrica di laminati non ci interessa», avevano detto. Tutto da rifare? Notizie ufficiali non ce ne sono. A parte il tempo che passa, gli impianti che hanno bisogno di manutenzioni sostanziose, i sindacati che chiedono l'intervento della Sfirs. Incontri tanti, tanti vertici, non si contano più i sit in a Cagliari dei lavoratori esasperati. Ma la questione-Ila resta irrisolta, imbrigliata nella procedura fallimentare. Da qui il grido disperato degli operai: tutta l'esasperazione è emersa nell'ultima assemblea, quando molti lavoratori hanno parlato delle difficoltà di tirare avanti con l'assegno Inps, e senza nessuna prospettiva concreta all'orizzonte. Intanto per la seconda volta la fabbrica di laminati andrà all'asta: dopo il primo nulla di fatto, è stato fissato un nuovo tentativo per la vendita, il 19 maggio, con base d'asta 9 milioni di euro. In palio tutto il terreno, poco più di 143 mila metri quadrati, con la fabbrica, la mensa, gli uffici, i locali tecnici, i macchinari. Un'azienda che per anni è stata produttiva, presente sul mercato dei laminati d'alluminio con buoni risultati e che ad un certo punto è sprofondata nel baratro della procedura fallimentare, trascinando nell'incubo quasi 200 famiglie, in attesa di una soluzione. Ma l'attesa dura ormai da un anno e mezzo e il malumore tra gli operai ha raggiunto i livelli di guardia, tanto che probabilmente subito dopo Pasqua i lavoratori organizzeranno nuove iniziative di protesta, per chiedere una soluzione vera, una volta per tutte.


ANTONELLA PANI

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post