Portate in Russia il dramma degli operai

Pubblicato il da sandro

La richiesta di un lavoratore dell'Eurallumina agli accademici russi ospiti a Carbonia per un convegno

 

 Il mondo accademico di Mosca si fa ambasciatore dei problemi dell'Eurallumina, la fabbrica di ossido di alluminio di Potovesme che appartiene al gruppo russo Rusal.
Da domani infatti, gli insegni accademici russi giunti a Carbonia per un seminario internazionale sui rapporti fra i popoli del Mediterraneo e la Russia, si faranno portavoce dell'intervento di un operaio dell'Eurallumina che prenderà la parola durante del convegno. L'operaio illustrerà i termini della terribile vicenda che sta lasciando con il fiato sospeso centinaia di famiglie del territorio per la mancanza di certezze sul riavvio della raffineria di Portovesme. La vertenza si sta trascinando da un paio di anni ed è di pochi giorni fa la notizia dello slittamento del vertice con il Ministero per lo Sviluppo economico. Ma in questa partita ha un ruolo determinante anche la russa Rusal: «Il mondo accademico - ha anticipato il presidente della Provincia Tore Cherchi - ascolterà l'illustrazione dei fatti dalla viva voce di un rappresentante dell'Eurallumina: per quanto di propria competenza cercherà poi di farsi portavoce in patria della nostra vicenda, comunque saremo grati per l'attenzione che vorranno prestarci». 
Anche perché, in effetti, la tre giorni culturale e scientifica iniziata ieri nella Grande miniera di Serbariu è sì incentrata sui rapporti storici fra la Russia e il bacino del Mediterraneo (cultura, religione, geografia), ma anche sugli inevitabili rapporti economici che si sono instaurati. Prova ne sia la presenza della Rusal proprietaria dell'Eurallumina, e l'investimento di una decina di imprenditori agricoli che stanno costruendo alcune fattorie nelle campagne di Carbonia. Insomma, la Russia non è poi così tanto lontana.
Ieri i lavori sono iniziati con la presentazione dei quattordici accademici di Mosca, accompagnati da docenti universitari e amministratori francesi ed italiani e dall'ambasciatore Luigi Vittorio Ferrarsi. Sino a domani si alterneranno in un esame approfondito dei legami con i popoli del Mediterraneo. Già ieri sono stati toccati alcuni aspetti economici attuali come lo sfruttamento delle risorse energetiche in Russia e a cui l'Europa guarda con estrema attenzione. Saranno una trentina gli interventi previsti nel corso di questo seminario organizzato dall'Isprom, Istituto studi e programmi per il Mediterraneo, con il patrocinio del Comune, della Provincia di Carbonia Iglesias e in collaborazione con l'Unità di ricerca “La Pira”: «È la quarta volta - ha fatto notare Cherchi, ex sindaco di Carbonia - che l'Isprom sceglie la Grande miniera per convegni di spessore internazionale: prova che ci stiamo affermando anche nel campo delle conferenze». Al termine di ogni seduta, la comitiva di accademici visiterà gli edifici della miniera, la città di Carbonia e il villaggio nuragico di Seruci a Gonnesa.


ANDREA SCANO

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