La sottile differenza tra dissenso legittimo e no
Alcuni giorni fa, dei lavoratori di Agile/Eutelia hanno protestato per la richiesta di soldi (150€) da parte dei legali della fiom, oscurando il proprio sito con una pagina che diceva testualmente "Gli avvocati del sindacato (fiom) pretendono da dei lavoratori che sono da oltre un anno e mezzo in cassa integrazione, che sono stati 7 mesi senza stipendio, che hanno fatto mesi e mesi di occupazione, che non vedranno il tfr, che sono stati derubati del lavoro, che hanno visto più che dimezzare il loro reddito ... 150 euro per una semplice firma per l'insinuazione al passivo su Eutelia. Questo sito si oscura per protesta contro questi banditi!".
Chiaramente, dopo due giorni, il web admin del sito ha ricevuto "pressioni" per togliere quella pagina, per risentimento da parte di burocrati fiom e avvocati, il che non ha fatto altro che confermare la validità dell'azione intrapresa. Ma un'altra cosa grave è successa: dal sito del coordinamento nazionale (www.eulav.net) è "magicamente" scomparso il link al sito dei lavoratori torinesi. La parola banditi è troppo forte? Come chiamare chi ti chiede il oltre il 16% della reddito di un mese per fare una firma? Probabilmente se chiedevano i soldi posticipati nessuno aveva niente da ridire.
Grave è il fatto che dei lavoratori possano criticare, non tanto la linea della fiom (sulla vicenda di Agile), ma la richiesta di soldi da parte dei loro avvocati, tanto che qualcuno, che sogna di diventare un burocrate sindacale e che scodinzola ogni volta che vede un "funzionario" (con questo non voglio offendere i cani, sia ben chiaro!) si prenda la briga di escudere il link a un sito di lavoratori (iscritti alla fiom) per far piacere ai suoi padroni.
Se si criticava la vecchia amministrazione non saremo stati cancellati, dubito sulle critiche agli amministratori straordinari ... parecchie rsu devono salvarsi il culetto ... i lavoratori possono andare al macello.