Fiat, raggiunta l'intesa su Termini Imerese 640 in mobilità, firmano tutti i sindacati

Pubblicato il da sandro cherenti

Accordo con mediazione ministero. Fiat mette a disposizione21 milioni. Gli operai tolgono il presidio allo stabilimento

E' stata raggiunta l'intesa tra governo, Fiat e sindacati sullo stabilimento di Termini Imerese: lo ha annunciato il ministero dello Sviluppo economico. Sono 640 i dipendenti di Termini Imerese che andranno in mobilità verso la pensione, hanno specificato i sindacati, spiegando che l'accordo prevede un incentivo complessivo alla mobilità medio di 22.850 euro più l'indennità per il mancato preavviso e il premio fedeltà. Hanno firmato l'accordo tutti i sindacati, compresa la Fiom. 


Incentivo pari al 70% di quanto richiesto. «Finalmente abbiamo raggiunto un importante punto di intesa sulla mobilità, che sarà pari al 70% di quanto era stato richiesto, ovvero di quello che tradizionalmente Fiat ha dato ai lavoratori» ha detto il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali, al termine dell'incontro.

«La Fiat ha messo a disposizione circa 21 milioni di euro come costo complessivo diretto a incentivi, premio di fedeltà, mancato preavviso e tombale» ha detto Vitali.

Fim, Fiom e Uilm hanno tolto il presidio davanti ai cancelli della Fiat di Termini Imerese. La decisione è stat presa dopo l'accordo firmato da sindacati e Lingotto a Roma sulla mobilità. Gli operai avevano effettuato i blocchi per impedire l'uscita delle bisarche con le ultime vetture nuove prodotte (modello Ypsilon) come pressione per arrivare a una intesa sugli incentivi per l'accompagnamento alla pensione dei lavoratori della Fiat con i requisiti. Al presidio i lavoratori hanno trascorso due notti.

I sindacati avevano dato la loro disponibilità a trattare sull’ammontare degli incentivi chiesti a Fiat per accompagnare alla pensione gli operai di Termini Imerese che hanno maturato i requisiti. Era stato questo il primo risultato della mediazione portata avanti dal ministro Corrado Passera che è riuscito a riportare al tavolo le parti sociali per tentare di chiudere l’accordo per lo stabilimento di Termini Imerese. Già dalle prime battute della trattatva di oggi, le posizioni della Fiat e dei sindacati erano apparse meno rigide. Il confronto era partito parte dalle tabelle che il Lingotto applica ai propri dipendenti. 

«Siamo disponibili a ragionare su cifre inferiori a quelle previste nelle tabelle della Fiat - aveva detto Bruno Vitali della Fim Cisl, in una pausa degli incontri al ministero dello Sviluppo economico - siamo disposti a trovare una soluzione, ma stiamo trattando per un accordo. Le cifre di cui si parla sono tra i 25-30mila euro di incentivi per ogni persona che finirà in mobilità. Se riusciamo a trovare un accordo già oggi, mercoledì prossimo si potrebbe chiudere definitivamente la vicenda dello stabilimento siciliano».

Per gli incentivi «pieni» servivano circa 21 milioni di euro mentre la Fiat
 fino agli ultimi incontri aveva dato una disponibilità massima fino a 15 milioni. La mediazione quindi doveva essere trovata poco al di sotto dei venti milioni. Disponibilità a scendere dalle tabelle degli incentivi da parte di tutti i sindacati, compresa la Fiom. «Per responsabilità rispetto al territorio i lavoratori - ha detto il responsabile del gruppo Fiat per la Fiom Enzo Masini - siamo disponibili a ridurre gli incentivi».

La protesta prosegue con il presidio dello stabilimento. 
«Aspettiamo notizie da Roma, da qui non ci muoviamo» avevano detto gli operai della Fiat, che hanno trascorso la seconda notte consecutiva al presidio organizzato davanti i cancelli della fabbrica, a Termini Imerese. Per riscaldarsi, hanno acceso un fuoco alimentandolo a turno. Alcuni lavoratori hanno dormito nelle tende, altri nelle proprie auto. Stamattina è arrivato il cambio.

In totale, sono un centinaio gli «irriducibili» che non intendono mollare la protesta «fino a quando non avremo le risposte che ci aspettiamo», cice Calogero Cuccia. A parte i vigilantes, in fabbrica non c’è nessuno. Oggi è sabato, d’altronde. Qualche operaio è arrivato con moglie e figli. «Senza risultati positivi, trascorreremo qui anche la domenica» avevano avvertito.

Fassina: siamo preoccupati. 
La situazione di Fiat che ha annunciato di voler recedere i contratti del settore auto è «molto preoccupante», secondo il responsabile economico del Pd Stefano Fassina che ha detto di avere «molto apprezzato» le posizioni del ministro Elsa Fornero e la convocazione oggi da parte del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. «La vicenda - ha detto - va affrontata e risolta garantendo il successo di Fabbrica Italia e i diritti dei lavoratori». 

Casini: tutti preoccupati per ciò che succede. 
«Il ministro Passera ha avviato un tavolo sulla Fiat e credo sia utile perché è chiaro che siamo tutti preoccupati di quello che si vede e cioè che la Fiat se ne vada via dall’Italia o se ne sia già andata». È quanto sostiene il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. Secondo Casini «non è che serve una laurea in economia aziendale per capire che questo è quello che sta succedendo».

Consigliere Termini Imerse: cambiare nome a viale Agnelli. Dopo la chiusura dello stabilimento della Fiat andrebbe cambiato nome al viale Agnelli a Termini Imerese. Lo ha proposto il consigliere comunale del Pid, Francesco Giunta, per il quale la città dovrebbe «chiudere con la Fiat e con tutto ciò che rappresenta».
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