La Portovesme srl lancia l'allarne e convoca i sindacati

Pubblicato il da sandro

Polo zinco, progetto a rischio

«Subito le decisioni definitive o il progetto industriale della Portovesme srl è a rischio». Nell'agenda delle organizzazioni sindacali alla voce “vertenze in corso” c'è già una data fissata: la Confindustria ha convocato per il 2 settembre a Cagliari Cgil, Cisl e Uil regionali e territoriali, e le segreterie dei Chimici regionali e territoriali. All'ordine del giorno le problematiche che riguardano la Portovesme srl, ossia i ritardi e le lungaggini burocratiche che finora non hanno reso possibile l'avvio del programma di investimenti da 300 milioni di euro. Nell'incontro convocato da Confindustria si farà il punto della situazione, ma il disappunto aziendale non è un mistero, visto che il 16 agosto l'amministratore delegato Carlo Lolliri ha scritto a tutte le organizzazioni sindacali, rimarcando la necessità di fare presto, prima che il progetto della società non sia più economico o risulti depotenziato dal tempo che passa inutilmente. Diversi i punti salienti individuati dall'amministratore delegato nella nota. Il progetto del parco eolico per cui, secondo l'azienda, sarebbe necessaria un'autorizzazione unica per il primo e il secondo step; l'ampliamento della capacità produttiva dello zinco elettrico, per cui entro settembre dovrebbe arrivare la delibera del Cipe sull'accordo di programma, ed infine il contratto bilaterale con l'Enel sui prezzi dell'elettricità, in scadenza a dicembre. «Sono tutti punti fondamentali, legati l'uno all'altro su cui è necessario arrivare alla conclusione dei rispettivi iter in tempi brevissimi - dice Fabio Enne, segretario della Cisl - altrimenti ci troveremo a dover affrontare un problema molto serio per 1500 lavoratori». Se ne saprà di più il 2 settembre. «Ma è chiaro che tutto il tempo che si è perso finora non gioca a favore del progetto industriale - dice Tore Cappai, delegato della Filctem Cgil - servono certezze in tempi rapidi».

SICMI
I tre lavoratori ex Sicmi che da più di due settimane reclamano l'integrazione o la riassunzione sono ancora in tenda davanti all'ingresso del capannone. Ma nell'intera vicenda c'è un primo segnale distensivo, arrivato dopo l'assemblea di ieri mattina. Tutti i lavoratori si sono riuniti davanti all'ingresso del capannone industriale, deserto da circa un anno per una carenza ormai cronica di commesse di lavoro. Poi si sono diretti negli uffici di un'azienda collegata alla Sicmi. Ai circa 60 dipendenti della Sicmi in cassa integrazione non è ancora arrivato l'assegno Inps perché l'azienda non ha trasmesso i tabulati con i nominativi. Ma ieri pomeriggio gli impiegati sono potuti entrare negli uffici per trasmettere gli elenchi all'Inps.

ANTONELLA PANI
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