La Ila In lotta contro 166 licenziamenti
Gli operai dell'Ila pronti a marciare su Cagliari
Venerdì 22 ottobre 2010
FILIERA
In ballo ci sono 166 posti di lavoro, e non solo: c'è anche un pezzo di filiera dell'alluminio, quelle seconde lavorazioni (alla Ila si fabbricavano laminati dall'alluminio prodotto all'Alcoa) che dovevano essere il valore aggiunto e che invece sono state le prime a cadere sotto la scure della crisi. «Non possiamo stare immobili a guardare come si evolve la situazione», ha detto Rino Barca, segretario della Fsm Cisl: «C'è da mettere in piedi la mobilitazione perché questa fabbrica, questa produzione hanno un mercato, hanno grandi potenzialità».
INCONTRO CON CAPPELLACCI
Cgil, Cisl e Uil già ieri hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Cappellacci: secondo i sindacati la Regione potrebbe fare molto, attraverso la finanziaria Sfirs, per valorizzare la fabbrica, ferma da due anni. «Su questa vertenza abbiamo fatto ben 19 incontri con la Regione - dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil - e purtroppo non sono serviti a nulla, visto dove siamo arrivati. Adesso arriverà il ventesimo incontro, con un assessore all'Industria nuovo di zecca: per quanto mi riguarda la Giunta deve assumersi tutta la responsabilità del dramma di queste 166 famiglie. La Ila non è un'emergenza esplosa oggi, è chiusa da due anni, ma cosa ha fatto di concreto la politica per far cambiare le cose?»
LE TAPPE DELLA CRISI
È il settembre di due anni fa quando l'imprenditore che allora ha in affitto gli impianti comunica che i forni devono essere spenti: costi eccessivi, dice, serve un piano di rilancio. Via via spariscono l'idea del rilancio e anche l'imprenditore. I lavoratori rimangono soli su una nave che affonda: procedura di fallimento, aste deserte, imprenditori che si affacciano ma al momento decisivo scappano. Adesso arriva la resa dei conti: siccome non c'è nessun imprenditore interessato, dicono i curatori fallimentari, siamo costretti a licenziare tutti. E la macchina si mette in moto. «Siamo alla frutta e anche oltre», sentenzia Andrea Cuccu, segretario della Uilm: «Non c'è più tempo, serve una mobilitazione straordinaria. La posta in palio è altissima».
IL DUBBIO TRATTATIVE
Nei giorni scorsi si vociferava di un imprenditore locale interessato: avrebbe anche visitato gli impianti e la prossima settimana, si dice, dovrebbe avere un contatto con la curatela fallimentare. «Siamo davvero sicuri che non ci siano trattative e contatti in corso?», si chiede il segretario provinciale della Cisl Fabio Enne: «Da questo momento in poi faremo tutto il possibile per accertarci in modo diretto di come procedono le cose. Non possiamo fare da spettatori: dev'esserci una soluzione per tutti i 166 dipendenti, non faremo sconti né alla politica, né alla curatela fallimentare».
ADDIO CASSA INTEGRAZIONE
Le facce dei lavoratori raccontano l'ansia di chi già sopravviveva in cassa integrazione e tra pochissimo potrebbe non avere più neanche quella: nessun assegno Inps, nessun collegamento con la fabbrica in cui per anni si è lavorato, maturando professionalità di tutto rispetto ma inutili nel mercato del lavoro del Sulcis. Da lunedì inizierà la mobilitazione. I lavoratori dell'Ila proveranno a trovare un finale diverso per questa scommessa industriale trasformata in fallimento: coinvolgere le istituzioni e soprattutto trovare un imprenditore davvero interessato. Oppure, dal primo gennaio, saranno tutti disoccupati.
ANTONELLA PANI