La Ila In lotta contro 166 licenziamenti

Pubblicato il da sandro

     

DSC0081 Gli operai dell'Ila pronti a marciare su Cagliari

Venerdì 22 ottobre 2010

 

Poco più di due mesi per evitare le 166 lettere di licenziamento che i curatori fallimentari della Ila hanno intenzione di inviare ai lavoratori. Ieri, in sala mensa, l'assemblea degli operai. Che sono pronti (anche loro) a marciare su Cagliari.

 

Di trasferirsi dal primo gennaio nella lista già affollatissima dei disoccupati del Sulcis Iglesiente non vogliono neanche sentirne parlare. Dall'assemblea dei lavoratori dell'Ila, riuniti ieri nella sala mensa della fabbrica a Portovesme, è arrivato il no unanime alla procedura di licenziamento collettivo avviata nei giorni scorsi dai curatori fallimentari. Sarà mobilitazione da subito, già da lunedì, se necessario a oltranza perché ci sono solo due mesi di tempo per fermare il conto alla rovescia verso il licenziamento e non ci sono prove d'appello, né paracadute sociali per attutire il colpo. 

 


FILIERA 

In ballo ci sono 166 posti di lavoro, e non solo: c'è anche un pezzo di filiera dell'alluminio, quelle seconde lavorazioni (alla Ila si fabbricavano laminati dall'alluminio prodotto all'Alcoa) che dovevano essere il valore aggiunto e che invece sono state le prime a cadere sotto la scure della crisi. «Non possiamo stare immobili a guardare come si evolve la situazione», ha detto Rino Barca, segretario della Fsm Cisl: «C'è da mettere in piedi la mobilitazione perché questa fabbrica, questa produzione hanno un mercato, hanno grandi potenzialità». 


INCONTRO CON CAPPELLACCI 

Cgil, Cisl e Uil già ieri hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Cappellacci: secondo i sindacati la Regione potrebbe fare molto, attraverso la finanziaria Sfirs, per valorizzare la fabbrica, ferma da due anni. «Su questa vertenza abbiamo fatto ben 19 incontri con la Regione - dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil - e purtroppo non sono serviti a nulla, visto dove siamo arrivati. Adesso arriverà il ventesimo incontro, con un assessore all'Industria nuovo di zecca: per quanto mi riguarda la Giunta deve assumersi tutta la responsabilità del dramma di queste 166 famiglie. La Ila non è un'emergenza esplosa oggi, è chiusa da due anni, ma cosa ha fatto di concreto la politica per far cambiare le cose?»


LE TAPPE DELLA CRISI

 È il settembre di due anni fa quando l'imprenditore che allora ha in affitto gli impianti comunica che i forni devono essere spenti: costi eccessivi, dice, serve un piano di rilancio. Via via spariscono l'idea del rilancio e anche l'imprenditore. I lavoratori rimangono soli su una nave che affonda: procedura di fallimento, aste deserte, imprenditori che si affacciano ma al momento decisivo scappano. Adesso arriva la resa dei conti: siccome non c'è nessun imprenditore interessato, dicono i curatori fallimentari, siamo costretti a licenziare tutti. E la macchina si mette in moto. «Siamo alla frutta e anche oltre», sentenzia Andrea Cuccu, segretario della Uilm: «Non c'è più tempo, serve una mobilitazione straordinaria. La posta in palio è altissima».DSC0081


IL DUBBIO TRATTATIVE 

Nei giorni scorsi si vociferava di un imprenditore locale interessato: avrebbe anche visitato gli impianti e la prossima settimana, si dice, dovrebbe avere un contatto con la curatela fallimentare. «Siamo davvero sicuri che non ci siano trattative e contatti in corso?», si chiede il segretario provinciale della Cisl Fabio Enne: «Da questo momento in poi faremo tutto il possibile per accertarci in modo diretto di come procedono le cose. Non possiamo fare da spettatori: dev'esserci una soluzione per tutti i 166 dipendenti, non faremo sconti né alla politica, né alla curatela fallimentare». 


ADDIO CASSA INTEGRAZIONE

 Le facce dei lavoratori raccontano l'ansia di chi già sopravviveva in cassa integrazione e tra pochissimo potrebbe non avere più neanche quella: nessun assegno Inps, nessun collegamento con la fabbrica in cui per anni si è lavorato, maturando professionalità di tutto rispetto ma inutili nel mercato del lavoro del Sulcis. Da lunedì inizierà la mobilitazione. I lavoratori dell'Ila proveranno a trovare un finale diverso per questa scommessa industriale trasformata in fallimento: coinvolgere le istituzioni e soprattutto trovare un imprenditore davvero interessato. Oppure, dal primo gennaio, saranno tutti disoccupati. 
ANTONELLA PANI

 

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