Ila, scatta il licenziamento collettivo
Nuova mazzata per il Sulcis: i curatori fallimentari della Ila hanno avviato le procedure per il licenziamento collettivo, dal primo gennaio, dei 166 dipendenti della fabbrica di laminati.
E'stata avviata la procedura di licenziamento collettivo per i 166 dipendenti della Ila di Portovesme, lo stabilimento per la laminazione dell'alluminio chiuso da due anni. Dopo diverse aste andate deserte e svariate trattative di vendita sfumate, i curatori fallimentari dalla società (travolta dai debiti) hanno avviato le procedure per risolvere il rapporto di lavoro con tutti i dipendenti. La fabbrica di laminati, l'unica sorta nel settore delle seconde lavorazioni dell'alluminio, era precipitata nel tunnel del fallimento e ora rischia di essere smantellata. La procedura del licenziamento collettivo di tutti i dipendenti si perfeziona in 70 giorni, ma per interrompere l'iter e revocare il provvedimento serve quello che è mancato finora, un imprenditore davvero disposto a rilevare gli impianti e a rilanciare la produzione. Altrimenti, dal primo gennaio, 2011 il Sulcis avrà 166 nuovi disoccupati.
LA SCADENZA
La cassa integrazione in deroga che a fatica è stata rinnovata la scorsa estate scade il 31 dicembre e non può essere ulteriormente rinnovata. Dopo quella data tutti i lavoratori della Ila saranno licenziati. La decisione della curatela fallimentare è stata dettata dalla mancanza di imprenditori interessati a rilevare la fabbrica: in questi due anni non sono mancate le società che si sono fatte avanti, in qualche caso si è andati ben oltre le voci, con visite agli impianti per le verifiche del caso. Ma, al momento di formalizzare l'offerta, tutti si sono tirati indietro. Un copione che si è ripetuto tante volte. E ora arriva la decisione del licenziamento collettivo. «Una mazzata terribile - dice Rino Barca, segretario della Fsm Cisl - perché rischiamo d
i perdere tanti posti di lavoro, ma anche una realtà produttiva che invece avrebbe tutte le potenzialità per ripartire. Sfrutteremo il tempo ancora a disposizione per ottenere l'intervento di Regione e Governo».
LICENZIAMENTI
Adesso è ora di pensare alle contromosse perché, ovviamente, sindacati e lavoratori non hanno intenzione di stare immobili mentre il licenziamento collettivo si perfeziona. Questa mattina è prevista un'assemblea con tutti i dipendenti per decidere quali iniziative prendere. «Avevamo paura che si potesse arrivare a questo punto e purtroppo è successo - commenta Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil - la Regione, anche attraverso l'intervento della Sfirs, ha la responsabilità di scongiurare il licenziamento di 166 persone. L'unica possibilità di evitare questo pericolo è trovare un imprenditore che abbia un interesse concreto per la fabbrica». Una partita difficilissima, che rischia di chiudersi con un bilancio pesante in termini di posti di lavoro e capacità produttiva: ci sono due mesi di tempo per impedire che un altro pezzo della filiera dell'alluminio si perda definitivamente e che 166 persone, tra cui moltissimi cinquantenni, diventino ufficialmente disoccupati.
GLI INCONTRI
L'ultimo incontro ufficiale sul caso Ila risale a fine luglio, quando si discusse della fabbrica a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico. Da allora, più nulla. «In questi mesi abbiamo sentito solo tanto silenzio - afferma Andrea Cuccu, segretario della Uilm - e adesso si deve far fronte a questa novità, che avrà conseguenze immaginabili per le famiglie coinvolte. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare il licenziamento collettivo». C'è quindi una nuova emergenza a Portovesme, che poi nuova non è: è da due anni che la Ila ha smesso di produrre, con tutti i lavoratori in cassa integrazione. E adesso sembra arrivata al capolinea.
ANTONELLA PANI
Pubblicità