l Sulcis trema In pericolo 2000 famiglie
Duemila famiglie appese a un filo: sono quelle degli operai di Eurallumina e Portovesme srl, aziende del Sulcis oggi al centro di due vertici in Regione. Il municipio di Portoscuso occupato dai lavoratori dell' Eurallumina
Duemila famiglie appese a un filo
Incontri in Regione per due delle vertenze industriali in corso nel Sulcis: gli operai chiedono certezze.
Non potrebbero essere più diverse, le vertenze dell'Eurallumina e della Portovesme srl, eppure questa mattina (una alle 10, l'altra alle 11,30) si presenteranno davanti al Comitato regionale anti-crisi con la stessa medesima richiesta: date definitive, certezze da mettere nero su bianco. Un'altra giornata cagliaritana per il Sulcis industriale che non vuole soccombere e che, operai in prima linea, porterà in Regione le proprie ragioni.
L'Eurallumina, di proprietà della Rusal (che ha riavviato o sta riavviando tutti i siti travolti dalla crisi del 2009), non ha davanti a sé una data di riavvio. Tutto è legato al progetto per utilizzare il vapore (al posto del costo olio combustibile) come energia termica nel processo produttivo. È in piedi una trattativa tra l'Eurallumina e l'Enel, che il vapore lo produce a poche centinaia di metri, nella centrale termoelettrica, ma il vero problema è il tempo. Perché a ogni incontro spunta un'ipotesi progettuale diversa e, comunque, saranno necessari almeno 18 mesi per tradurla in realtà. E i lavori quando partono? Prima bisognerebbe accordarsi su una soluzione definitiva. Ed è proprio questo che chiedono gli operai, stremati da più di un anno di cassa integrazione. Alla Regione le organizzazioni sindacali chiederanno il massimo sostegno nel reclamare un tavolo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (e non più al ministero dello Sviluppo Economico) e nel pretendere un progetto definitivo, con date di inizio e fine lavori perché, inutile girarci intorno, da quello dipende se e quando gli impianti di Portovesme ricominceranno a produrre allumina.
PORTOVESME SRL Dopo aver affrontato la questione Eurallumina, il comitato per le emergenze economiche e sociali (dovrebbe essere presieduto dal presidente Cappellacci) discuterà con sindacati ed istituzioni della Portovesme srl. Una situazione anomala nel panorama isolano, forse addirittura a livello nazionale, perché mentre c'è un fuggi fuggi generale la Glencore (che da un anno ha il ciclo piombo fermo e 180 lavoratori in cassa integrazione) ha presentato un piano industriale da 300 milioni di euro. In parte destinati al raddoppio della linea elettrolitica (si attende l'accordo di programma con il Governo, ma ancora non c'è la delibera del Cipe), in parte al parco eolico. «Dalla riunione - dice Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl - ci aspettiamo finalmente una data per la conferenza dei servizi che dovrebbe dare l'autorizzazione definitiva. Così finalmente potrebbero partire i cantieri e ci sarebbe un effetto positivo per i cassintegrati, sia diretti che degli appalti. Se invece ci fossero altri intoppi andremmo incontro a un nuovo dramma sociale perché anche in questa vertenza il tempo è più che scaduto».
Sulla questione del parco eolico e del progetto della Portovesme srl è intervenuto anche Francesco Sanna, senatore del Pd.La manovra economica del Governo - dice il parlamentare - prevede che il gestore del mercato elettrico non acquisti più a un prezzo predeterminato i certificati verdi. Secondo gli esperti del settore, questo farebbe crollare del 50 per cento la redditività dell'investimento in un parco eolico. I temi delle fonti energetiche sono sempre molto dibattuti in un polo industriale energivoro . Basta pensare alle reazioni seguite all'interrogazione di Mauro Pili sul rilancio del carbone.Non possiamo fare altro che complimentarci con l'onorevole - dice il segretario della Camera del Lavoro, Roberto Puddu - per aver fatto proprie le posizioni che la Cgil, insieme a pochissime altre voci in contrasto con il niente dei governi regionale e nazionale, avanza da anni.