La guerra infinita delle tute verdi
Eurallumina, blitz a Cagliari: invasa una sala della Regione
Martedì 13 luglio 2010 Riesplode la protesta degli operai Eurallumina.
In serata garanzie sull'incontro fra azienda, Governo ed Enel. «Non ce ne andremo da qui fino a quando non arriverà una data per l'incontro, che si deve svolgere alla Presidenza del Consiglio dei ministri»: fino alle otto di ieri sera i delegati Rsu dell'Eurallumina hanno occupato una sala del palazzo regionale di viale Trento. Sono andati via solo dopo aver avuto garanzie precise.
In tarda mattinata, dopo diversi blitz nel traffico cagliaritano con operai al seguito, avevano incontrato l'assessore all'Industria Sandro Angioni, ma dalla sala in cui si è svolto l'incontro non se ne volevano più andare: «Le nostre richieste sono sempre le stesse. Vogliamo che sia fissata una data per l'incontro alla Presidenza del Consiglio, e il vertice deve concludersi con un accordo definitivo».
IMPIANTI FERM
I Dietro questi lavoratori con la tuta verde e tanta rabbia, che anche ieri mattina hanno portato a Cagliari tutta la loro angoscia, c'è una fabbrica chiusa da più di un anno. I proprietari russi della Rusal non hanno indicato una data di riavvio ma hanno sottolineato che, per abbattere i costi di produzione, sarebbe necessario sostituire l'olio combustibile con il vapore. L'energia termica necessaria per produrre l'allumina costerebbe meno e il riavvio sarebbe a portata di mano. Gli incontri tecnici tra l'Eurallumina e l'Enel (che dovrebbe fornire il vapore) si sono susseguiti a ritmo serrato ma ancora manca un accordo definitivo.
FATTORE TEMPO
Tutto è stato rimandato a un incontro romano che dovrebbe svolgersi nella seconda metà di luglio, ma gli operai vogliono certezze. Da quel progetto dipende il riavvio della fabbrica, dunque il loro futuro. «Non c'è più tempo da perdere - dicono - servono risposte subito». Mentre i delegati presidiano la saletta al quarto piano, i lavoratori giù davanti all'ingresso continuano a fischiare, cantare slogan, una confusione totale che scandisce la giornata di ieri sotto il caldo torrido. Una giornata di mobilitazione che sembra infinita.
LA GIORNATA
Il tam tam era partito nei giorni scorsi: «Lunedì tutti ai cancelli alle 7,30, mobilitazione in vista». E ieri, davanti ai cancelli della fabbrica di Portovesme, si ritrovano tanti lavoratori dell'Eurallumina, destinazione Cagliari. Fanno una sosta all'incrocio di Elmas, bloccando il traffico per circa mezz'ora. Quando arrivano nel capoluogo sono circa le 10: in corteo vanno dritti al cuore di Cagliari piazzandosi all'incrocio tra largo Carlo Felice e via Roma, davanti a loro il porto. Per più di un'ora i lavoratori bloccano letteralmente il centro di Cagliari e mandano in tilt il traffico sotto un sole bollente. Caos, confusione e la rabbia dei lavoratori che
continuano a chiedere certezze sul loro futuro, senza però avere ancora in mano una data ipotetica di riavvio degli impianti dove, fino all'anno scorso, si produceva allumina in una posizione strategica al centro del Mediterraneo. Forze dell'ordine e polizia municipale fanno il possibile per limitare i disagi ma l'iniziativa degli operai non può passare inosservata.
IN VIALE TRENTO
Dopo il blitz al centro gli operai si dirigono verso viale Trento: fischi, canti slogan, i soliti caschetti ritmati diventati un po' il simbolo delle proteste dei lavoratori del Sulcis. Gli operai vogliono incontrare un rappresentante della Giunta per sapere quando, e soprattutto in quale sede, si svolgerà la riunione a Roma.
OBIETTIVO PRESIDENZA
Lavoratori e sindacati premono affinché il caso-Eurallumina sia seguito direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. In ballo c'è il progetto-vapore che, se messo in atto, potrebbe garantire il riavvio della fabbrica: si utilizzerebbe l'energia termica del vapore prodotto nella vicina centrale dell'Enel, eliminando i costi dell'olio combustibile. E la raffineria di allumina sarebbe di nuovo competitiva. L'Eurallumina nei giorni scorsi ha presentato il progetto al Ministero dello Sviluppo Economico, puntando sulla linea a bassa pressione; serve ora un accordo con l'Enel, con il supporto del Governo.
NULLA DI FATTO
«Su questa vicenda abbiamo sentito tanti impegni da parte della Regione - dice Roberto Puddu, segretario della Cgil - ma finora non si sono concretizzati. Nell'ultimo anno e mezzo nel Sulcis diverse fabbriche hanno chiuso: nessuna ha riaperto e neanche un solo nuovo posto di lavoro è stato creato. Questa è la situazione. Servono soluzioni: non bastano più riunioni, incontri e convocazioni».
NEL PALAZZO
Ieri la convocazione tanto attesa non è arrivata e i delegati hanno continuato a oltranza il presidio all'interno del palazzo. Alle 20, la schiarita: la tanto attesa convocazione è certa, spiegano da Regione e Ministero. La data verrà comunicata oggi. La sala si sgombera. E oggi si vedrà.
ANTONELLA PANI