La vertenza Carbosulcis resta appesa al no dell'Europa sugli incentivi
Il futuro dei minatori
Sul futuro della Carbosulcis ancora nessuna novità, né sulla privatizzazione né sul progetto integrato centrale-miniera che dovrebbe sfruttare il carbone “pulito”: dal vertice con il comitato anticrisi è emerso infatti che nessun discorso sul futuro della miniera può essere affrontato fino a quando non ci sarà chiarezza sugli incentivi, i famosi Cip 6, da sempre in bilico tra diverse interpretazioni e messi al bando dall'Unione europea.
Proprio per capire se ci sono delle interlocuzioni con Bruxelles e a che punto sono, si terrà un incontro al ministero dello Sviluppo economico, probabilmente il 27 luglio. «Siamo assolutamente insoddisfatti», dice Giancarlo Sau, delegato della Filctem Cgil nella Rsu: «Su questa vertenza continuiamo a registrare il più assoluto immobilismo: il carbone dovrebbe essere la soluzione a tutti i problemi di caro-energia, ma si continua a perdere tempo e a dividere il fronte. Se qualcuno sta pensando a un piano di dismissione della miniera è meglio che cambi idea perché non lo accetteremo».
A fine mese, dunque, il confronto con il Governo sugli incentivi. «È fondamentale verificare questo aspetto - dice Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl - perché la disponibilità o meno del Cip 6 fa una grande differenza per la soluzione strutturale».
FIOM Dalla segreteria della Fiom Cgil arriva un avviso ai cassintegrati e ai lavoratori in mobilità. «Pseudo-sindacalisti contattano i lavoratori sfruttando vergognosamente il disagio e il malessere, con l'intento di ottenere un confronto personale con il lavoratore per poi proporgli chissà quale broglio», si legge in un comunicato stampa della segreteria Fiom: «Invitiamo i lavoratori a contattare i sindacati, nel caso in cui questo avvenisse, per garantire la tutela dei diritti e della privacy».
ANTONELLA PANI