La fabbrica deve rimanere in funzione
I sindacati
di Antonella Pani
Non conosce sosta nel Sulcis la battaglia per salvare dal licenziamento i lavoratori Alcoa. Ieri mattina in fabbrica a Portovesme sono arrivati i segretari nazionali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, che hanno parlato all'assemblea dei lavoratori. Nel pomeriggio, invece, si sono ritrovati davanti ai cancelli i Consigli comunali di tutti i centri del Sulcis, con la Provincia e molti sindaci da diverse zone della Sardegna.
IL FABBRICA L'assemblea dei lavoratori è stata come al solito molto partecipata. «Basta una semplice mail e centinaia di lavoratori vengono scaricati - ha detto Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl - ma bisogna ricordare che Alcoa non se ne va maltrattata dai lavoratori e dallo Stato italiano, Alcoa se ne va con la pancia piena. Se ci deve essere il passaggio di testimone, dovrà avvenire con lo stabilimento sempre in marcia». Trovare un'alternativa è un concetto che ritorna in tutti gli interventi. «L'azienda - ha sottolineato Brunello Gambardella, segretario Uilm - deve mantenere le produzioni il tempo necessario a trovare un'alternativa, questo atteggiamento non è corretto. La Fiat per Termini Imerese aveva dato un anno e mezzo di preavviso». A Portovesme invece il tempo scarseggia. «Il Governo - ha detto Laura Spezia, segretaria della Fiom Cgil - deve convincere Alcoa a continuare a produrre: ci sono degli accordi, l'azienda non può scappare come le pare».
AI CANCELLI
Nel pomeriggio davanti ai cancelli della fabbrica si sono ritrovati tutti i Consigli comunali, il Consiglio provinciale, ma anche tanti sindaci da tutte le parti dell'Isola. Nel Consorzio l'Anci ha convocato una seduta straordinaria. «Siamo molto preoccupati - ha detto Franco Porcu, sindaco di Villamassargia - in molte famiglie non entra più un reddito e il primo punto di riferimento è l'ente locale. Non possiamo perdere neanche un posto di lavoro, figuriamoci 1500».