Ila : cassa integrazione un passo avanti
La firma ieri a Cagliari
Sulla ex Ila c'è l'accordo per richiedere al giudice fallimentare il via libera al rinnovo degli ammortizzatori sociali: il verbale è stato firmato ieri sera, durante un incontro che si è svolto in assessorato al Lavoro con i sindacati e i curatori fallimentari.
A causa del fallimento della Ila c'erano degli ostacoli particolari che non rendevano semplice l'accordo tra tutte le parti: secondo alcuni, la proroga della cassa integrazione in scadenza il 31 luglio era possibile, secondo altri non si poteva procedere perché mancava il requisito della ristrutturazione aziendale. Ieri il verbale sottoscritto da tutte le parti per chiedere al giudice fallimentare che sia fatta richiesta di proroga della cassa integrazione. Se il giudice fallimentare deciderà di dare corso alla richiesta, la parola finale spetterà al Ministero del Lavoro.
«Ci sono volute diverse riunioni tra le parti - spiega l'assessore al Lavoro Franco Manca - per trovare un accordo che consentisse di rivolgersi al giudice competente. Con questa firma, ci sono tutti i presupposti per richiedere la cassa integrazione. Personalmente mi ritengo soddisfatto dell'accordo odierno, senza il quale era preclusa una soluzione a favore di questi lavoratori, i quali da mesi attendono risposte e garanzie per il loro futuro».
I 180 dipendenti della Ila sono in cassa integrazione da due anni, con la fabbrica ferma e in attesa che qualcuno si faccia avanti per rilevarla e rilanciarla. Alla precarietà di una situazione già difficile si è aggiunta la preoccupazione per la scadenza imminente della cassa integrazione: se non si fosse trovata una formula per prorogare gli ammortizzatori sociali, gli operai avrebbero rischiato il licenziamento collettivo e la mobilità. Un'ipotesi che dovrebbe essere scongiurata.
A questo punto dovrebbe essere più agevole concentrarsi sulla prospettiva della fabbrica di laminati di alluminio: per il 27 è prevista al ministero dello Sviluppo Economico una riunione tra istituzioni e organizzazioni sindacali per discutere della filiera dell'alluminio, un tempo asse portante del polo industriale di Portovesme, oggi ferma per due terzi con circa 1000 lavoratori in cassa integrazione. Dall'Eurallumina, alla Ila alla Sms (ex Ali) di Iglesias, fabbriche e lavoratori in cerca di un futuro, che al momento è molto incerto.
ANTONELLA PANI