Il sistema rischia di venire travolto

Pubblicato il da sandro cherenti

Tremano i lavoratori ...

ma tremano anche le piccole e medie imprese che lavorano da sempre nel mondo degli appalti industriali e che magari restano a galla anche grazie alle commesse di lavoro dell'Alcoa.

Senza la fabbrica di alluminio e tutto l'indotto che gira intorno, molte piccole aziende sarebbe destinate a soccombere. Ieri sera, nella sede di Carbonia, le piccole e medie imprese che aderiscono alla Confapi si sono riunite in assemblea straordinaria.

«La decisione di Alcoa di cessare l'attività produttiva nello stabilimento di Portovesme - si legge in una nota- e mettere in mobilità i propri dipendenti si ripercuote in modo drammatico sulle piccole e medie imprese legate allo stabilimento della multinazionale dell'alluminio e provoca danni sociali ed economici gravissimi per l'intero territorio del Sulcis Iglesiente». La Confapi metterà in atto una serie di iniziative di mobilitazione, in accordo con quelle già decise dalle istituzioni e dalle rappresentanze sindacali e imprenditoriali, per sottolineare la gravità della chiusura dell'Alcoa. Perché a rischio non ci sono solo i dipendenti coinvolti nel licenziamento, ma tutto un tessuto economico di piccole aziende che da sempre ruotano attorno alle grosse fabbriche di Portovesme.

Ci sono infine anche altre realtà produttive legate alla filiera dell'alluminio: alcune operano in Sardegna come la Fluorsid di Cagliari. 

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