I sindacati dividono i due poli
LA MAGGIORANZA
«È giusto che i sindacati tutelino i lavoratori, ma senza demagogia», avverte Mario Diana, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale. «Il dramma non riguarda solo l'Isola. E non serve sfilare sulla 131 per ricordare la crisi ai sardi. Chi governa può sempre fare di più, ma ora bisogna lavorare insieme, evitando ciò che ci mette l'uno contro l'altro».
«Se dobbiamo scendere in piazza - osserva il capogruppo sardista Giacomo Sanna - dobbiamo farlo tutti assieme contro il governo nazionale, in modo duro. Già non si riusciva a chiudere il confronto con lo Stato sulle entrate: ora assistiamo ai tagli della manovra, e ottenere quel che ci spetta sarà ancora più difficile». Pierpaolo Vargiu, capogruppo dei Riformatori, cerca di «prendere la parte migliore della manifestazione: lo stimolo alla giunta per fare meglio. Sicuramente si può e si deve fare di più. Ma non serve cercare i colpevoli di una situazione che coinvolge tutta l'Europa: anche le parti sociali e la minoranza facciano la loro parte per trovare le soluzioni migliori».
L'OPPOSIZIONE
«La verità - dice il vicecapogruppo del Pd Giampaolo Diana - è che alla base della mobilitazione sindacale c'è il fallimento della giunta Cappellacci, che mostra totale sudditanza verso il Governo». Cgil, Cisl e Uil «fanno benissimo a individuare responsabilità precise, anziché rivolgere generiche accuse a 360 gradi. Spero che il governatore non resti insensibile alla voce dei diecimila che si sono ritrovati ad Abbasanta. Ma temo - conclude Diana - che il centrodestra non sia capace di una svolta».
«Se fossero davvero sensibili dovrebbero prendere atto e andare a casa», riflette il segretario di Sel Michele Piras, anche lui - come Giampaolo Diana - presente alla manifestazione di sabato: «Quello che fanno i sindacati è doveroso, specie dopo ciò che è stato annunciato nella manovra di Tremonti. La Sicilia sta reagendo duramente ai tagli, noi invece riusciamo solo a balbettare un po' di malcontento. La nostra Regione vive anche una crisi di autorevolezza senza precedenti».