Gli operai dell'Ila restano accampati sotto la Regione
Secondo giorno di presidio dei lavoratori Ila davanti al palazzo della Regione: hanno trascorso la notte di mercoledì accampati nelle tendine piazzate sul prato davanti al palazzo, e la stessa cosa hanno fatto questa notte.
Sono decisi a resistere nel presidio fino a quando arriverà una convocazione, fino a quando arriveranno notizie sull'interesse che sarebbe stato mostrato da un imprenditore per rilevare la fabbrica di laminati, ferma ormai da un anno e mezzo.
Vogliono sapere cosa ne sarà dello stabilimento e del loro posto di lavoro.
INCONTRO CON MANCA
Ieri mattina i segretari dei metalmeccanici Franco Bardi, Rino Barca e Andrea Cuccu hanno incontrato l'assessore al Lavoro Franco Manca per valutare la possibilità dei corsi di formazione per integrare l'assegno Inps: la disponibilità della Regione c'era tutta, ma a conti fatti l'impatto economico per i lavoratori non sarebbe stato così sostanzioso come auspicavano gli operai.
Dunque si ridimensiona la carta della formazione.
SINDACATI
«Ancora un giorno senza notizie dalla Regione
- dice Franco Bardi, segretario della Fiom
- e con l'ulteriore nulla di fatto sulla formazione:
i lavoratori della Ila ci rientrerebbero pure ma non riceverebbero neanche un euro aggiuntivo rispetto a quanto già prendono con l'assegno sociale».
La protesta va avanti:
« I lavoratori sono determinati a non mollare- dice Andrea Cuccu, segretario della Uilm- serve una svolta per questa vertenza».
Dal segretario generale della Cisl, Fabio Enne, arriva una proposta di mobilità lunga:
« Fermo restando che l'impegno di tutti è rivolto al riavvio della fabbrica
- dice Enne - si dovrebbe valutare la possibilità di un accordo come quello che si sta perfezionando su Legler, con sette anni di mobilità agli ultracinquantenni.
Nel caso della Ila ne potrebbe usufruire il 60 per cento della forza lavoro».
I SINDACI
Ieri davanti alle tendine piazzate in viale Trento gli operai hanno ricevuto la visita di solidarietà di una delegazione di sindaci: Tore Cherchi di Carbonia, Angelo Deidda di Domusnovas, Pietro Cocco di Gonnesa, Antonello Pirosu di Villaperuccio e Silvano Farris di Buggerru. Agli amministratori locali gli operai hanno chiesto misure concrete per alleviare l'impatto devastante della cassa integrazione sui bilanci familiari e i sindaci si sono impegnati a fare il possibile, ognuno per quanto possibile nel proprio Comune.
CARBONIA
A Carbonia, rispondendo all'appello dei lavoratori in crisi, il sindaco Tore Cherchi presenterà nel prossimo Consiglio Comunale una variazione di bilancio da 200 mila euro come contributo per il pagamento delle bollette in quei nuclei famigliari in cui il capofamiglia è stato licenziato o messo in cassa integrazione.
ALCOA
È stato invece un incontro chiarificatore quello che si è svolto mercoledì sera in Confindustria a Cagliari tra dirigenza Alcoa, segreterie dei metalmeccanici e Rsu di fabbrica.
Lo slittamento di due incontri nei giorni scorsi aveva inasprito i toni, rompendo il confronto tra le parti e portando i delegati sindacali a bloccare i cancelli mercoledì pomeriggio.
«Nell'interesse di tutti è stato ripristinato il dialogo e il confronto, che riprenderà nei prossimi giorni
- dicono Sergio Pisu e Stefano Lai della Cub
- con le discussioni sul piano industriale, che poi dovrà essere approfondito al Ministero, e sugli impianti».
Insomma palla al centro:
nella fabbrica di alluminio il confronto riparte dai due incontri rinviati negli scorsi giorni.
In attesa di fare il punto al tavolo del ministero dello Sviluppo economico.
ANTONELLA PANI