Alcoa, il futuro è nel piano industriale
Mercoledì l'incontro tra l'azienda e le segreterie sindacali
Appuntamento in Confindustria a Cagliari tra Alcoa e sindacati per la presentazione del piano di investimenti previsti per la fabbrica dell'Alluminio. Intanto si attende il responso da Bruxelles.
Piano industriale in arrivo all'Alcoa di Portovesme, dove tra pochi giorni l'azienda illustrerà una serie di investimenti dedicati alla fabbrica di alluminio. Progetto blindato nei numeri e nel merito degli investimenti, ma c'è ancora poco da aspettare visto che l'Alcoa ha convocato le segreterie dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil e Cub per mercoledì prossimo, alle 16 in Confindustria a Cagliari.
IL PIANO
All'ordine del giorno appunto la presentazione del piano industriale, che non potrà prescindere dal riavvio delle celle elettrolitiche ferme e da interventi di manutenzione importanti di cui gli impianti hanno necessità.
Ci sarà spazio per investimenti “straordinari”, di prospettiva, già in questa fase?
Impossibile fare previsioni, ma c'è un dato di fatto: nonostante l'aria buona che tira da Bruxelles, l'Alcoa non conosce ancora il verdetto della Commissione europea e dunque è plausibile che quello che verrà presentato alle organizzazioni sindacali sia un piano industriale soft, in attesa di avere certezze ed ufficialità sulla decisione dell'Unione Europea.
Già nei giorni scorsi era prevista la presentazione del piano industriale, in Confindustria ad Iglesias; appuntamento poi saltato.
Ora il vertice è stato convocato per mercoledì 28, giornata a rischio perché proprio in quel giorno Cgil, Cisl e Uil, con delegazioni di lavoratori, saranno impegnate a Cagliari in un appuntamento sindacale regionale.
Chissà se alla fine i sindacati daranno la loro disponibilità all'incontro con l'Alcoa, per il momento l'unica cosa certa è la convocazione del vertice da parte dell'azienda.
LE CELLE
Intanto in fabbrica non si resta con le mani in mano: da alcuni giorni due tecnici spagnoli sono impegnati in Sala Elettrolisi a sperimentare il riavvio di alcune celle con una metodologia particolare, detta “a specchio”.
Non riguarderà tutte le celle ferme ma solo quelle che, pur inattive, non hanno riportato danni strutturali:
potranno essere riavviate attraverso l'iniezione di alluminio liquido, risparmiando soldi e tempo.
Un riavvio rapido che potrebbe interessare una trentina di celle elettrolitiche, circa la metà di quelle attualmente spente.
A questo stanno lavorando i tecnici spagnoli presenti in stabilimento in questi giorni: un segnale di sicuro positivo per la produzione della fabbrica di Portovesme.
«Il programma di riavvio delle celle è fondamentale per la fabbrica e per capire la volontà di Alcoa
- dice Rino Barca, segretario della Fsm Cisl
- finora il programma è stato rispettato.
E abbiamo altri segnali positivi; aspettiamo la decisione di Bruxelles».
IL VERDETTO
Infatti resta in sospeso il verdetto dell'Unione Europea sul decreto governativo che il Parlamento ha convertito in legge circa due mesi fa. A breve, forse già ai primi di maggio, potrebbe arrivare il responso.
E subito dopo tutta la discussione, piano industriale incluso, sarà trasferita a Roma al tavolo del ministero dello Sviluppo economico.
Lì, con la decisione dell'Unione europea ufficializzata e il piano industriale, sarà davvero più chiaro il destino della fabbrica di alluminio, finita nell'occhio del ciclone lo scorso autunno e data praticamente per spacciata ad inizio anno.
La vertenza non è ancora terminata, ma la tempesta sembra ormai alle spalle.
ANTONELLA PANI