Ex Ila, spuntano gli indiani
Imprenditori in visita nella fabbrica di laminati
di Antonella Pani
Una nuova società, pare indiana, si è interessata allo stabilimento della Ila: ieri i manager hanno compiuto un sopralluogo negli impianti e oggi si conoscerà l'esito.
A due mesi esatti dal licenziamento collettivo dei 166 dipendenti, spunta un pretendente per la Ila di Portovesme: ieri mattina i rappresentanti di un'azienda (pare indiana), il curatore fallimentare e l'assessore regionale all'Industria Alessandra Zedda hanno varcato i cancelli della fabbrica di laminati di Portovesme, chiusa da tre anni, per un sopralluogo negli impianti, tra i macchinari e i capannoni in cui veniva lavorato l'alluminio. Non si conoscono i dettagli della visita, si dice che l'azienda sia indiana, ma nessuna notizia ufficiale è trapelata sui suoi progetti. Si ignora se è interessata al riavvio della fabbrica, per ricominciare a sfornare laminati o se, invece, vorrebbe rilevare l'area oppure solo i macchinari.
IL SOPRALLUOGO
Soprattutto, è ancora mistero sulla conclusione della visita così come sull'eventualità che i rappresentanti della società abbiano espresso la volontà di intavolare vere e proprie trattative. Ieri, per tutta la giornata i lavoratori della Ila hanno atteso notizie sul sopralluogo, al quarto piano del palazzo regionale di viale Trento dove vivono, in occupazione, da una settimana. Qualche notizia più precisa sulla nuova società potrebbe arrivare già oggi, visto che l'assessore ha un filo diretto con i sindacati e spesso si ferma a parlare con gli operai in assemblea permanente nella sala riunioni dell'assessorato.
L'esito del sopralluogo nella fabbrica è molto importante per i lavoratori della Ila: se la società avesse manifestato davvero interesse per lo stabilimento, questo potrebbe essere un elemento positivo per riuscire a strappare il rinnovo della cassa integrazione, che altrimenti scadrà il 31 dicembre.
LAVORO A RISCHIO
Un conto alla rovescia verso il baratro, un incubo con cui i lavoratori convivono da mesi, da quando hanno in tasca la lettera che annuncia il licenziamento a partire dal primo gennaio 2012. Per evitare che 166 operai inizino il nuovo anno da disoccupati a tutti gli effetti, l'unica speranza è trovare un'azienda interessata a rilevare la fabbrica: questo è il solo modo per ottenere il rinnovo della cassa integrazione. Un'impresa complicata con così poco tempo a disposizione.
LE OFFERTE
In questi anni di fermata della Ila molti imprenditori hanno chiesto di poter visitare gli impianti, ma mai nessuno ha presentato una manifestazione formale di interesse, l'unico atto davvero in grado di fare la differenza per i curatori che si trovano a gestire il fallimento Ila.
E adesso per i lavoratori , dopo 3 anni di cassa integrazione, il tempo è quasi scaduto. O qualcuno si fa avanti con un progetto valido per rimettere in moto la fabbrica, o saranno tutti licenziati.