Eurallumina:sotto le ciminiere esplode la protesta

Pubblicato il da sandro

Due questioni sul tappeto per riavviare la fabbrica: il bacino dei fanghi rossi e l'impianto del vapo

Operai Eurallumina in corteo.

A Roma vertice con l'Enel

 

A Roma l'incontro per i fanghi rossi e il vapore dell'Enel, a Portovesnme il corteo dei lavoratori da oltre un anno in cassa integrazione.

Nel polo industriale del Sulcis è riesplosa la protesta.

_DSC0316---Copia.JPGE urallumina ed Enel hanno cominciato a confrontarsi sul progetto del vapore che dovrebbe rilanciare la raffineria di allumina di Portovesme, l'unica della galassia Rusal a non avere garanzie sulla data di riavvio degli impianti.

Ieri al ministero dello Sviluppo economico si è aperto il tavolo tecnico tra le due aziende, con il Ministero e la Regione, rappresentata dall'assessore all'Industria Sandro Angioni.

L'incontro è durato più di tre ore ed è stato caratterizzato dallo scambio di dati tra Eurallumina ed Enel a proposito del progetto che dovrebbe portare il vapore dalla centrale elettrica all'Eurallumina.

Entro la prossima settimana le due società dovrebbero incontrarsi ancora per scendere nei dettagli della fattibilità del progetto, dell'economicità e della tempistica.

Poi, tra due settimane, tutti i soggetti, quindi anche il Ministero e la Regione, si ritroveranno a Roma per tirare le somme.


PROGETTO VAPORE

 _DSC0241---Copia.JPG I tempi, a questo punto, sono il cruccio principale dei lavoratori.

«È positivo che sia iniziato il percorso

- dice Bruno Pinna, delegato della Femca-Cisl nella Rsu di fabbrica

- ma tutti devono tenere presente che servono tempi rapidi, molto rapidi perché da questo progetto potrebbe dipendere il riavvio della nostra fabbrica».

Per questo il progetto del vapore è diventato all'improvviso importante, quasi fondamentale

il vapore prodotto nella centrale elettrica dell'Enel potrebbe essere convogliato all'Eurallumina e utilizzato come energia termica necessaria nel processo produttivo dell'allumina, eliminando, così, l'impiego del più costoso olio combustibile.

«I tempi devono essere rapidissimi

- sottolinea Sergio Murenu, delegato della Filctem-Cgil

- ci auguriamo che anche la Regione faccia la sua parte sul versante delle autorizzazioni».


IN CORTEO

In mattinata i lavoratori dell'Eurallumina, in concomitanza con la riunione a Roma, si sono radunati davanti alla fabbrica:

prima un'assemblea informativa, poi un corteo che si è snodato per tutto il polo industriale.

Prima una tappa alla Portovesme srl,_DSC0393---Copia.JPG poi all'Alcoa dove gli operai dell'Eurallumina sono stati accolti dai colleghi, che per sottolineare la vicinanza hanno bloccato i cancelli della loro fabbrica per quasi un'ora.

Infine il corteo dei lavoratori Eurallumina ha stazionato davanti alla centrale dell'Enel, la società elettrica da cui dipende il progetto del vapore.

Un presidio simbolico, che si è concluso poco prima delle 13.
Ma le sorti dell'Eurallumina non dipendono solo dal vapore; un ruolo altrettanto importante lo svolge la questione del bacino dei fanghi rossi.

Ieri mattina a Cagliari, alla Regione, si è svolto un incontro tecnico tra Provincia, Consorzio e comune di Portoscuso.

«È stata illustrata l'idea progettuale del nuovo bacino

- ha riferito Bruno Pissard, assessore provinciale all'Ambiente

- che ora è all'attenzione di tutte le istituzioni».


FANGHI ROSSI

Le parti si incontreranno ancora tra dieci giorni per presentare ed esaminare eventuali osservazioni.

«Vanno bene gli incontri interlocutori perché comunque indicano che il percorso è iniziato

- è il parere di Nino D'Orso, segretario della Femca-Cisl

- ma, in questa vicenda, è importante cominciare a vedere cose concrete, perché la fabbrica è ferma da più di un anno e servono tempi celeri».

I prossimi giorni, con i tavoli tecnici aperti sul progetto-vapore e sul bacino, saranno importanti per capire il destino della raffineria di Portovesme.


ANTONELLA PANI

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