Eurallumina, la parola alla Rusal
Ancora proposte e rassicurazioni verbali da parte del Ministero dello sviluppo economico per la vertenza Eurallumina. Il vertice tra il presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci, l’assessore ragionale all’industria, Alessandra Zedda, i rappresentanti del Mise e i vertici dell’Enel ha ribadito che le parti hanno, ancora una volta, approfondito le ipotesi da lungo tempo circolanti negli ambienti politici ed industriali. Il punto è che le riunioni continuano senza esito sempre sull’autoproduzione e l’approvvigionamento di vapore a bassa pressione. Le due proposte potenzialmente realizzabili, per contenere i costi di produzione dell’ossido di alluminio, riguardano la costruzione della centrale a carbone o in alternativa un collegamento tra la centrale Enel di Portovesme e lo stabilimento Eurallumina. In questo ultimo incontro si sono avute le garanzie del Mise circa la disponibilità, quasi immediata, a mettere a disposizione i fondi del contratto di programma che dovrebbero andare parzialmente a finanziarie la costruzione della nuova caldaia a combustibile fossile. Si parla quindi di una cifra di 14 milioni di euro che il ministero, attraverso il Cipe è pronto a mettere a disposizione dell’azienda del gruppo Rusal. Sul governo però pende la richieste comunitaria di restituzione all’Agenzia delle Dogane dei contributi erogati dal tesoro per abbattere il valore delle accise sull’olio combustibile. Sono 24 milioni di euro che se non vengono recuperate dal Tesoro saranno addebitate allo stesso Tesoro, crenado quindi un ammanco, pur piccolo, nei conti pubblici non particolarmente gradito in questo periodo. L’esito dell’incontro al ministero è stato comunicato telefonicamente ai rappresentanti sindacali direttamente dall’assessore Zedda che si è riservata di approfondire l’argomento al termine di una verifica con l’amministratore delegato di Eurallumina, Vincenzo Rosino, chiamato temporaneamente a Mosca per discutere i problemi riguardanti la ripresa produttiva a Portovesme. Al rientro dalla capitale russa Rosino dovrebbe essere disponibile a riferire la posizione di Rusal. La Rsu di fabbrica, ieri mattina, ha diramato un comunicato con la ferma richiesta che “qualsiasi situazione venisse presa in considerazione ed approfondita, questa dovrà avare la massima celerità, poiché tutto ciò che si è discusso su costi, fattibilità ed altro ancora dovrà trovare la massima condivisione e altrettanta rapidità da parte della Regione». I tempi delle discussioni, per i lavoratori, sono terminati e si deve passare alla concretezza. Il punto è che Enel ha ribadito, solo ieri di non avere alcuna intenzione di contribuire alla costruzione della caldaia per il vapore alimentata a carbone. Enel, come si evince dalla nota emessa pochi minuti dopo il precedente incontro, non vuole partecipare all’affare, in teoria conveniente, perché non sarebbe lei a definire il costo e a gestire in prima persona l’impianto. Ma se non si trova un soggetto in grado di portare know-how tecnico e capacità finanziaria per realizzare la nuova società che dovrebbe gestire questo impianto sarebbe costituita solo dalla Sfirs, crendo i presupposti per una automatica bocciatura da parte dell’Unione europea.