Eurallumina, interrogazione di Amalia Schirru

Pubblicato il da sandro cherenti

Il bacino dei fanghi rossi, sotto sequestro giudiziario da un anno e mezzo, è diventato il nodo centrale da sciogliere per il riavvio dell'Eurallumina. Lo ribadisce il ministero del Lavoro, rispondendo ad un'interrogazione della deputata Pd Amalia Schirru. Facendo il resoconto dei punti già affrontati nella riunione a inizio maggio, da Roma puntualizzano: «Il ministero dell'Ambiente si è reso disponibile ad esaminare il progetto non appena sarà intervenuto il pronunciamento di dissequestro dell'area da parte dell'autorità giudiziaria competente». Insomma è sempre il bacino la questione centrale: se non si supera l'ostacolo, il percorso per il riavvio non decolla. Sulla cassa integrazione il ministero ha risposto a Schirru che le parti sociali non hanno ancora chiesto un incontro per l'esame della situazione, garantendo comunque «la più ampia disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti». Notizie anche sull'olio combustibile:« Sono in corso attività di negoziazione con diversi soggetti per concordare l'acquisto di olio combustibile ad un prezzo competitivo». « Il Governo si faccia promotore di un nuovo incontro per la presentazione del piano industriale da parte della Rusal - dice Amalia Schirru - in modo che l'attuale cassa integrazione in deroga possa essere trasformata in cassa per ristrutturazione». Ma bisogna risolvere il problema del bacino: l'azienda si è impegnata a presentare l'istanza di dissequestro entro maggio. «Si deve fare tutto il possibile per accelerare i tempi - dice Fabio Enne, segretario della Cisl - definire la questione ambientale legata al bacino è indispensabile per parlare di riavvio».

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