eurallumina, fissato il vertice al ministero
L a grande crisi dell'industria sarda non si ferma. Ora tocca ai lavoratori Eurallumina scendere in piazza per difendere il posto di lavoro. Con la cassa integrazione in fase di rinnovo e la paura che la Rusal - proprietaria russa dello stabilimento di Portoscuso - decida di andar via, ieri hanno manifestato davanti al Palazzo di viale Trento per chiedere un incontro con il Governo. Alla fine sono stati accontentati.
LA PROTESTA
Gli operai, un centinaio, hanno minacciato di occupare l'assessorato all'Industria. Risolutore, in mattinata, è stato il faccia a faccia tra una delegazione dei lavoratori e l'assessore Sandro Angioni: dopo una telefonata a Roma, l'esponente della Giunta Cappellacci ha confermato che l'incontro sul futuro di Eurallumina al ministero dello Sviluppo economico si terrà lunedì 15 marzo: solo l'orario è ancora da fissare.
IL VERTICE
I lavoratori avevano già montato le tende nelle aiuole all'ingresso del Palazzo dove, tra l'altro, ha sede l'Esecutivo. Con l'assessore Angioni (e con quello alla Programmazione Giorgio La Spisa) si rivedranno «per fare il punto della situazione prima dell'incontro con i funzionari del ministero». All'ordine del giorno, la verifica del protocollo d'intesa firmato a marzo 2009 che permetterà a Rusal di riavere indietro circa 50 milioni di credito Iva, in parte da reinvestire nelle produzioni di allumina. Inoltre, d'intesa con Comune e Provincia, prevede l'individuazione di un'area per la costruzione di un nuovo bacino per il deposito di fanghi rossi, assieme a una serie di agevolazioni fiscali per l'azienda. Quanto al bacino, sembra ci sia la possibilità di ampliare la discarica a Sa Foxi, tra Portoscuso e Paringianu.
I SINDACATI
«La verifica del protocollo d'intesa si sarebbe dovuta tenere a dicembre», dice Corrado Marongiu, della Rsu, «ma stiamo ancora aspettando. Abbiamo lasciato terminare la vertenza Alcoa, ora ci faremo sentire». E poi: «Il governo ha parlato di filiera ed Eurallumina», dice Enrico Atzei della Cisl, «che trasforma la bauxite per Alcoa, è il primo anello».
LA RICHIESTA
A parere di Roberto Puddu, segretario della Cgil per il Sulcis, «ora è il momento di passare dalle parole ai fatti. Per questo serve una mobilitazione unitaria, dal singolo operaio al presidente della Regione. Il Governo deve darci risposte, il problema è che probabilmente l'incontro non è stato convocato perché nulla è stato fatto. Occorre risolvere diversi problemi per far ripartire la produzione. Tra questi c'è il costo dell'energia termica: la soluzione può arrivare dal progetto legato alla produzione di energia attraverso l'anidride carbonica catturata dal carbone». Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl, fa sapere. «Ci auguriamo che prima dell'incontro del 18 marzo si definisca a livello locale la questione del bacino dei fanghi rossi, perché è importante arrivare al ministero con una posizione condivisa su un tema così importante e fondamentale per il riavvio della fabbrica». All'incontro con Angioni ha partecipato una delegazione. Fuori, in attesa di novità, il resto dei manifestanti che è rientrata nel Sulcis una volta saputo dell'incontro. Prima dell'arrivo a Cagliari, per far conoscere a tutti i motivi della loro protesta, la carovana dei lavoratori ha rallentato il traffico sulla 130 per due ore.
VERTENZA SMI
Intanto, si riaprono spiragli per la vertenza dei 47 lavoratori della Smi di Portovesme, azienda metalmeccanica che lavora in appalto per l'Eurallumina. I sindacati sono stati convocati dal prefetto di Cagliari, Giovanni Balsamo, per giovedì alle 9.