Eolico, primo via libera al parco

Pubblicato il da sandro

Al progetto della Portovesme srl ora serve il benestare del Ministero dell'Ambiente
La conferenza di servizi convocata in Regione ha dato il primo via libera al progetto del parco eolico presentato dalla Portovesme srl. Ora la parola passa al Ministero dell'Ambiente.
Avanti a piccoli passi per il parco eolico della Portovesme srl. Ieri mattina la conferenza di servizi, convocata nella sede della Regione, ha dato il via libera alla fase che precede l'esame della pratica da parte del ministero dell'Ambiente.
 
L'INCONTRO
  Una riunione fiume, durata tre ore a cui hanno partecipato i rappresentanti dell'azienda, delle istituzioni, e degli enti che hanno diritto di esprimere pareri tecnici sul progetto. Ossia sul programma che si articola in due fasi e che dovrebbe vedere sorgere un parco eolico con complessive 47 pale eoliche: 27 nella prima fase e altre 20 nella seconda. «Dal punto di vista tecnico la pratica è a posto - ha spiegato Tore Cappai della Rsu aziendale della Portovesme Srl che ha incontrato l'assessore all'Industria Sandro Angioni, subito dopo il vertice, assieme ai segretari di categoria Francesco Carta della Filctem, Nino D'Orso della Femca e Mario Crò della Uil - ora la competenza passa al ministero dell'Ambiente che dovrà scrivere le sue prescrizioni e, sulla base di queste, dare la comunicazione alla Regione che provvederà poi al nullaosta definitivo».

IL PARCO
 Il progetto, presentato dalla Portovesme Srl e che dovrebbe consentire all'azienda di provvedere all'autoproduzione di energia elettrica abbattendo i costi, prevede l'installazione di 27 pale eoliche. Di queste, 7 saranno sistemate all'interno dello stabilimento Portovesme srl, 3 in territorio di Gonnesa, le altre in terreni privati e in terreni del Consorzio industriale. «Naturalmente il risultato ottenuto è importante ma non basta comunque - ha aggiunto Cappai - gli obiettivi che ci si prefigge con il parco eolico sarà possibile raggiungerli solamente se si riesce a preparare la strada per il cosiddetto secondo step, il piano che prevede l'installazione di altre 20 pale eoliche». Proprio per questo motivo i sindacati, assieme all'assessore regionale hanno sottoscritto un verbale di riunione con cui chiedono un vertice con il ministero dell'Ambiente. «Senza le garanzie per il secondo step, che dovrebbe prevedere come passaggio la rimozione dei vincoli nelle aree Sin, siti di interesse nazionale - ha spiegato Nino D'Orso - il primo piano di interventi diventa quasi vano. È chiaro che in questa fase dovranno esserci le consultazioni con le varie parti, prima di passare nuovamente la mano alla Regione che ha competenza in materia di vincoli». Il secondo step si dovrebbe sviluppare verso Nuraxi Figus e verso Seruci, ma lontano dal mare e dall'area archeologica. L'investimento previsto, tra eolico e ampliamento dell'impianto zinco elettrolitico, è di circa 350 milioni di euro. Una cifra che, come hanno spiegato anche i responsabili dell'industria leader nella lavorazione di piombo e zinco, potrebbe dare respiro economico al Sulcis Iglesiente. Ieri il presidente della Provincia Tore Cherchi, che ha preso parte all'incontro, ha chiesto che nel verbale di autorizzazione risulti che la produzione di energia sia finalizzata esclusivamente al mantenimento e potenziamento delle produzioni metallurgiche. Il tutto, anche come dichiarato dalla Portovesme Srl, per escludere le conseguenze connesse ad eventuali trasferimenti societari.

I CONTRARI
 A prendere posizione, contestando le modifiche ai vincoli necessarie per dare il via libera al secondo step, annunciando un'iniziativa di protesta è stato il consigliere comunale Angelo Cremone insieme ad altri quattro consiglieri Giorgio Alimonda, Sanna, Alessio Santus e Paolino Serra: si terrà venerdì alle 19.30 nell'anfiteatro antistante il Municipio di Portoscuso.

DAVIDE MADEDDU
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