... ennesima crisi nel Sulcis, " Tecnochem: per gli operai scatta la cassa integrazione "

Pubblicato il da sandro cherenti

Pagati gli stipendi di luglio. Vidili: in arrivo quelli di agosto

              di Paolo Moci

integrazione dal primo ottobre per gli operai che da tre settimane presidiano i cancelli della Tecnochem. Pagati gli stipendi di luglio.Dipendenti in cassa integrazione dal primo ottobre, arretrati di luglio pagati e quelli di agosto in arrivo entro qualche settimana: sul fronte della vertenza Tecnochem si registrano sostanziali passi in avanti al termine della terza settimana di sciopero dei dipendenti, che dal 20 settembre presidiano i cancelli della fabbrica di Iglesias. La decisione di attivare gli ammortizzatori sociali arriva al termine di un lungo periodo di incertezza per i dipendenti, che sapevano di un accordo già chiuso a giugno scorso ma mai reso effettivo fino a oggi: due giorni fa l'hanno fatto presente anche al prefetto di Cagliari, nel corso di un incontro preliminare cui ne seguirà uno ulteriore, stavolta con anche la partecipazione dell'azienda, venerdì non convocata.

SOLDI Nei giorni scorsi la Tecnochem ha anche corrisposto parte degli stipendi arretrati, in particolare quelli di luglio, mentre per ricevere quelli del mese successivo i dipendenti dovranno ancora attendere. Secondo l'amministratore della società Giorgio Vidili, «potrebbero essere versati già alla fine del mese: Abbiamo cercato di dare ai lavoratori un segnale della nostra attenzione: intendiamo risolvere questa vertenza nel migliore dei modi, per tutti. Ora - prosegue il manager - ci aspetteremmo qualche segnale di distensione anche da parte loro».

IL PRESIDIO Per il momento, fuori dai cancelli della fabbrica di Sa Stoia, non c'è aria di smobilitazione: parzialmente risolto il nodo degli stipendi arretrati, la rivendicazione più forte da parte dei lavoratori è quella di un confronto con i vertici societari per far luce sulle prospettive dell'azienda. 

«NON SI CHIUDE» «La Tecnochem - ribadisce Vidili - non ha alcuna intenzione di chiudere i battenti: affronteremo questa difficile fase rimboccandoci le maniche e cercando di uscire nel migliore dei modi dalla crisi». Ciò detto, l'amministratore lascia intendere che difficilmente le relazioni sindacali all'interno dell'azienda prenderanno un'altra piega: «Per questi casi esistono delle procedure di “raffreddamento” molto chiare: intendiamo seguirle». Procedure che non prevedono un ruolo attivo dell'Rsu al tavolo delle trattative. Tavolo che, peraltro, non è stato ancora convocato. Di questo passo, è probabile che il primo faccia a faccia ufficiale tra lavoratori e azienda avvenga nell'ufficio del prefetto di Cagliari.

 

 

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