Doccia fredda su Eurallumina

Pubblicato il da sandro cherenti

    Sulla gestione dell'energia a basso costo l'Enel fa un passo indietro

    Schiacciati tra l'incudine (rappresentata del governo nazionale) e il martello, personificato dalla Regione. I dipendenti dell'Eurallumina dopo 30 mesi di cassa integrazione avvertono che la frattura tra le due istituzioni rischia di far affondare le speranze di rivedere la fabbrica nuovamente a pieno regime. E dopo due settimane dall'incontro tra i sindacali e l'assessore all'industria Alessandra Zedda la situazione rischia di segnare nuovamente «buio assoluto».  In effetti da più parti, anche all'interno della fabbrica, si sperava che si fosse alla fine del tunnel e che a metà ottobre - come concordato - sarebbero arrivati dal ministero dello Sviluppo economico segnali incoraggianti soprattutto sul possibile coinvolgimento dell'Enel nella partita di produzione di vapore a bassa pressione. «Invece - si legge in un comunicato della Rsu dell'Eurallumina - l'azienda riferisce che l'Enel ha confermato la sua indisponibilità a costruire la linea per il trasporto del vapore dalla centrale elettrica allo stabilimento di ossido di alluminio. Gli alti costi di costruzione e di gestione hanno determinato l'uscita definitiva dell'azienda elettrica dal progetto. Il ministero dello Sviluppo economico, a dispetto degli impegni assunti con la Regione, pare non sia più disponibile e neghi persino qualsiasi contatto con l'ad Rosino».  Oggi come oggi i lavoratori temono di essere rimasti schiacciati tra incudine e martello e quindi al centro di una disputa illogica e oltremodo assurda tra i vertici della giunta regionale e il Governo. Ma si ripromettono di avere presto delle risposte nei modi dovuti. «Se ciò fosse vero - insistono i delegati della Rsu - le conseguenze sarebbero devastanti. Dopo 30 mesi di cassa integrazione, di promesse e sacrifici non si può subire un altro rinvio, un altro slittamento del riavvio della fabbrica». Insomma, le possibili beghe politiche e i contrasti tra linea di Governo e Regione continuano ad esasperare gli animi dei lavoratori che sembrano pronti a riprendere la strada della protesta dura. Negli ultimi tempi le posizioni delle parti in causa sembrano essersi ribaltate. All'inizio della vertenza a Roma si premeva per il riavvio della fabbrica mentre Eurallumina prendeva tempo in attesa di superare la fase di crisi del mercato dell'alluminio. Ora c'è un ministero che scappa di fronte agli impegni assunti e si fa persino negare anche al telefono. «La vertenza è sempre aperta - conclude il comunicato dei lavoratori - e bisogna tenere duro per evitare che i pochi successi ottenuti vengano vanificati completamente da un atteggiamento che non si riesce a comprendere». I lavoratori, è questo il senso, non sono più disposti a fare da capro espiatorio a lotte politiche. 

 

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