Dieci mesi di lotta, ma zero risultati
Nessun risultato
Dieci mesi di confronti, vertici, trattative:
sono stati diversi i momenti in cui si è pensato a un'imminente risoluzione della vertenza. In nessuna di queste occasioni, però, le cose sono andate come sperato dai cassintegrati.
Tutto è cominciato la primavera scorsa, con la decisione della Rockwool di mettere in cassa integrazione alcuni dipendenti, a rotazione, per via della crisi dei mercati.
Un provvedimento, si affrettarono a garantire gli amministratori della società, temporaneo e non legato ad alcun proposito di chiusura.
Nel giro di due settimane, invece, l'annuncio choc:
la Rockwool chiude, e per i 200 dipendenti, fra diretti e dell'indotto, comincia l'odissea. Vengono coinvolte le istituzioni, a tutti i livelli.
Il Comune di Iglesias indice una seduta del Consiglio davanti ai cancelli della fabbrica, la Provincia si offre per ascoltare le richieste della Rockwool ed esaudirle per quanto di sua competenza, la Regione istituisce il Comitato interassessoriale di crisi e investe anche il Governo del problema. Ma niente da fare:
la multinazionale non prende nemmeno in considerazione le soluzioni proposte e non recede dalla decisione di fermare gli impianti.
E non ha successo neppure il tentativo di vendere la fabbrica a una società calabrese.
PAOLO MOCCI