Comunicato componenti RSU
Con la presente, non vorremmo solo esprimere il nostro parere sulla "nostra vertenza" ma anche informare i lavoratori che i soprusi denunciati a marzo 2011, riguardo all'irregolare funzionamento della RSU, continuano impunemente.
Non ci informano delle convocazioni di RSU, nè di conseguenza possiamo partecipare alla discussione ed esprimere il nostro parere. E' un vero e proprio sopruso alle persone, alle regole e alla democrazia ; una vera sopraffazione, ingiustizia, violenza, che subiamo nel silenzio e nell’indifferenza generale. In questo modo, la democrazia sindacale in RSU Eurallumina è andata in vacanza e si rischia di gettare il seme perché proliferi l’affermarsi dell’autoritarismo e l’antidemocrazia quale metodo per reprimere i dissidenti o chi semplicemente ha un pensiero diverso. Viene confusa la forza della maggioranza con il potere di convocare o non convocare un componente della RSU. Sarebbe esattamente come se il presidente della camera convocasse una seduta escludendo dalla stessa alcuni deputati. Sette mesi fa, in una lettera aperta ai lavoratori e in una mail indirizzata ai tre segretari di categoria, informavamo tutti di ciò che stava accadendo.
Ad oggi nulla è cambiato.
L’unica novità è che il solo componente UIL della RSU, in un primo momento anch’esso discriminato , viene coinvolto nei lavori della RSU. Evidentemente il suo segretario ha risolto il problema.
Per la seconda volta denunciamo una prepotenza che non ha eguali nella gloriosa storia sindacale dell’Eurallumina, non tanto a tutela delle nostre persone, quanto a tutela di un principio democratico che dovrebbe essere scolpito nella testa di ognuno di noi.
Detto questo, considerato che per i suddetti motivi non abbiamo la possibilità di pronunciare le nostre opinioni sulla trattativa in una riunione di RSU, è con piacere che ci rivolgiamo direttamente ai lavoratori per raccontare il nostro punto di vista:
l’approccio al problema non può che essere basato sulla concretezza. I fatti sono ostinati e quelli che possiamo elencare sono veramente pochi: dopo Roma, nonostante abbiano cercato per mesi di convincerci che c'era l'olio a costo ridotto, che la NEWco era lì a due passi, che il problema era il dissequestro del bacino e altri vari temi di "distrazione" di massa, l'unico fatto nuovo degno di nota è la lettera di Deripaska che sollecita una risposta a delle domande formali inviate tramite l'ambasciata russa al nostro primo ministro. Noi crediamo che tale missiva avesse l’unico scopo di sollevare il tavolo ai massimi livelli istituzionali. Il destinatario (la presidenza del consiglio) deve essere sollecitato dai massimi livelli politico-sindacali a dare una risposta altrettanto formale, in modo che si definisca un punto di partenza chiaro ed inequivocabile. Contemporaneamente è necessario fare un’analisi su quali possono essere le soluzioni più percorribili.
I 30 mesi trascorsi invano e, soprattutto, i 14 mesi (da agosto 2010) senza profitto spesi all’inseguimento della Newco, dell’olio combustibile a basso costo, di un qualunque atto sottoscritto in direzione della riapertura dello stabilimento, restringono il campo delle nostre possibilità, delle nostre scelte.
Proviamo a spiegare il perché: per quale motivo, oggi, dovremmo credere che il contributo ( Regione e Stato ) calcolato in 36 milioni di Euro, riesca a passare fra le strette maglie delle normative Europee, quando per sei mesi gli stessi massimi funzionari regionali e nazionali, hanno sostenuto che il massimo contributo possibile fosse del 15% per un investimento di cento milioni?
Certo, tutto può succedere, ma consentiteci di esprimere qualche perplessità.
Noi siamo convinti che tutte le possibilità debbano essere prese in considerazione, ma i tempi ristretti e lo sconfortante ultimo comunicato RSU -che già anticipa gli improbabili risultati del prossimo incontro con l’assessore all’industria - ci impongono di dare la priorità alla soluzione più accessibile: la costruzione del vapordotto Enel/Eurallumina, senza fermarci alla prima manifesta riluttanza dei vertici Enel.
La forza di persuasione della politica e del sindacato deve essere utilizzata per chiedere - almeno - che l’Enel si sieda in un tavolo di trattativa per dimostrare, nei fatti e con i numeri, quanto sostiene sull’antieconomicità dell’operazione.
Se dovesse andare in porto questa soluzione (come ci era già stato promesso al MISE nel 2010), si eviterebbero molti problemi che influenzano la nostra trattativa, in particolar modo, si ridurrebbero decisamente di numero i soggetti partecipanti e i conseguenti lasciapassare.
Nel concludere, crediamo di aver contribuito ad avere un quadro più chiaro della vertenza, di esserci ripresi la libertà e il diritto di esprimere il nostro pensiero di rappresentanti dei lavoratori, ribellandoci all’emarginazione ed all’esclusione dai lavori della RSU che stiamo subendo. Confermiamo quanto detto nella lettera aperta del marzo 2011: “il silenzio uccide il dialogo e alimenta il pensiero unico”.
Iglesias, 13 ottobre 2011
I delegati RSU
Sergio Murenu e Bruno Pinna