Accordo dopo la tensione

Pubblicato il da sandro

ROMA
Prima gli scontri tra i lavoratori e la polizia schierata per il vertice Fao, poi l'intesa per far avere un futuro agli impianti dell'Alcoa. La fumata bianca, ieri, dopo un vertice tra il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, il presidente della Giunta Ugo Cappellacci, l'assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa e i parlamentari del Pdl Salvatore Cicu e Piero Testoni. Alle sette di sera Cappellacci annuncia: «L'Alcoa non chiude».

L'ACCORDO

 La notizia che i sindacati e gli operai attendevano l'ha data al governatore proprio il ministro. Scajola ha ipotizzato che la Commissione europea potrebbe decidere di ridurre al minimo previsto dalla normativa comunitaria la sanzione che era stata inflitta all'azienda per le agevolazioni nella fornitura di energia elettrica tra il 2006 e il 2009. Il responsabile dello Sviluppo economico ha confermato di aver già discusso della situazione aziendale con Giuseppe Toia, amministratore delegato di Alcoa Italia, ottenendo assicurazioni che non ci sarà la fermata definitiva dello stabilimento ma, invece, il suo rilancio in Sardegna. Qualche anticipazione, nel pomeriggio, l'aveva data a una ristretta delegazione sindacale il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi, durante un altro vertice cui aveva preso parte anche il parlamentare del Pdl Mauro Pili. Ronchi aveva precisato che, nel suo intervento nei confronti della Commissione europea, aveva proposto di minimizzare l'entità dell'infrazione, riducendo da 450 a 100 milioni di euro l'importo che l'Italia dovrà in prima battuta pagare all'Europa, salvo poi rivalersi sulla multinazionale americana.

LA TENSIONE
Ieri Roma era blindata per la conclusione del vertice Fao. Gli operai del Sulcis mai avrebbero immaginato il fuori programma degli scontri. Tra i divieti e i cortei di una Capitale in tilt , non hanno obbedito all'ordine della polizia di abbandonare l'area davanti a Palazzo Chigi. La polizia ha così colpito la prima fila degli operai con i manganelli: alcuni lavoratori sono rimasti contusi. L'alta tensione è durata per qualche minuto, poi la situazione è tornata alla normalità. Sdegnato il segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto: «Quanto accaduto non deve più ripetersi», scrive l'ex ministro della Giustizia in una nota: a Roma sarà anche in corso il vertice Fao, «ma non è possibile che per questo venga a mancare il diritto dei lavoratori a manifestare». L'unico politico a partecipare al corteo è stato proprio un rappresentante del Pdci, Marco Ferrando: anche lui ha stigmatizzato l'intervento delle forze dell'ordine durante il corteo.

LA GIORNATA
 Guidati dalle organizzazioni sindacali (Cisl, Fiom-Cgil, Uil e Cub) circa 200 lavoratori sono arrivati nella Capitale molto presto. Dopo un chiarimento con i funzionari di pubblica sicurezza sugli scontri, la parte più consistente dei manifestanti si è spostata in piazza Nicosia, per l'incontro con il ministro Ronchi. A margine della protesta, Franco Bardi della Fiom-Cgil, ha criticato la decisione dei 23 sindaci dell'Iglesiente di annullare la riunione dei Consigli comunali convocata per ieri a Roma. Mobilitazione che, almeno per ora non servirà, visto che in serata l'incontro con Scajola ha fatto chiarezza sulla situazione: Alcoa, almeno per ora, non chiude.


CRISTIANO CAROCCI
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