All'Eurallumina un supplemento di cassintegrazione
La fabbrica resta chiusa
Giovedì 19 novembre 2009
«Non ci sono le condizioni economiche per riavviare gli impianti, ma questo stabilimento è strategico per la Rusal»:
l'Eurallumina ha ribadito ieri in una riunione con la Rsu di fabbrica quello che già aveva detto durante l'incontro con il presidente della Regione dall'inizio di novembre.
E cioè che in questo momento non si può parlare di riavvio degli impianti, tanto che all'orizzonte si profila per i lavoratori il rinnovo della cassa integrazione, quando a marzo scadranno i primi dodici mesi di sospensione dal lavoro di tutti i dipendenti in blocco.
L'unica nota positiva, se di nota positiva si può parlare, è che,
l'Eurallumina, ferma ormai da otto mesi, con circa 700 lavoratori in cassa integrazione,
sta pensando anche a diversificare le produzioni, puntando sull'idrato di alluminio e sull'allumina speciale.
L'idrato veniva prodotto già prima della crisi, e si tratterebbe di incrementare la produzione in un mercato in cui l'Eurallumina era già presente, mentre l'allumina speciale sarebbe una produzione nuova di zecca per Portovesme, per cui l'azienda sta facendo uno studio di mercato.
Questo però è il futuro, mentre il presente della raffineria di allumina è fatto ancora di cancelli sbarrati, impianti fermi e lavoratori in cassa integrazione.
Tra le condizioni prioritarie per l'azienda una centrale a gas che possa abbattere i costi di produzione legati all'energia.
Resta, poi, in sospeso, e non è una questione secondaria, il problema del bacino dei fanghi rossi: quello esistente è sottoposto a sequestro giudiziario ed ha ancora quattro anni di autonomia, mentre ancora non si conosce il nuovo sito che potrà ospitare la discarica.
Intanto, proprio per discutere delle prospettive della fabbrica, il 27 è prevista un'assemblea dei lavoratori.
«Siamo molto preoccupati - ha detto Bruno Pinna, delegato Cisl nella Rsu - per noi l'obiettivo prioritario è il riavvio della fabbrica, invece continuano a fare i conti con gli impianti fermi senza avere una data di riferimento per il riavvio». La Rusal ha dato garanzie sulla strategicità dell'impianto di Portovesme, ma la raffineria di allumina non sarà comunque riaperta fino a quando non ci saranno le condizioni economiche per rendere conveniente la ripresa produttiva.
ANTONELLA PANI
Giovedì 19 novembre 2009
«Non ci sono le condizioni economiche per riavviare gli impianti, ma questo stabilimento è strategico per la Rusal»:l'Eurallumina ha ribadito ieri in una riunione con la Rsu di fabbrica quello che già aveva detto durante l'incontro con il presidente della Regione dall'inizio di novembre.
E cioè che in questo momento non si può parlare di riavvio degli impianti, tanto che all'orizzonte si profila per i lavoratori il rinnovo della cassa integrazione, quando a marzo scadranno i primi dodici mesi di sospensione dal lavoro di tutti i dipendenti in blocco.
L'unica nota positiva, se di nota positiva si può parlare, è che,
l'Eurallumina, ferma ormai da otto mesi, con circa 700 lavoratori in cassa integrazione,
sta pensando anche a diversificare le produzioni, puntando sull'idrato di alluminio e sull'allumina speciale.
L'idrato veniva prodotto già prima della crisi, e si tratterebbe di incrementare la produzione in un mercato in cui l'Eurallumina era già presente, mentre l'allumina speciale sarebbe una produzione nuova di zecca per Portovesme, per cui l'azienda sta facendo uno studio di mercato.
Questo però è il futuro, mentre il presente della raffineria di allumina è fatto ancora di cancelli sbarrati, impianti fermi e lavoratori in cassa integrazione.
Tra le condizioni prioritarie per l'azienda una centrale a gas che possa abbattere i costi di produzione legati all'energia.
Resta, poi, in sospeso, e non è una questione secondaria, il problema del bacino dei fanghi rossi: quello esistente è sottoposto a sequestro giudiziario ed ha ancora quattro anni di autonomia, mentre ancora non si conosce il nuovo sito che potrà ospitare la discarica.
Intanto, proprio per discutere delle prospettive della fabbrica, il 27 è prevista un'assemblea dei lavoratori.
«Siamo molto preoccupati - ha detto Bruno Pinna, delegato Cisl nella Rsu - per noi l'obiettivo prioritario è il riavvio della fabbrica, invece continuano a fare i conti con gli impianti fermi senza avere una data di riferimento per il riavvio». La Rusal ha dato garanzie sulla strategicità dell'impianto di Portovesme, ma la raffineria di allumina non sarà comunque riaperta fino a quando non ci saranno le condizioni economiche per rendere conveniente la ripresa produttiva.
ANTONELLA PANI
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