Alcoa : «Ora cambi la strategia aziendale»

Pubblicato il da sandro

A Portovesme gioia dei lavoratori per un risultato
che sembrava irraggiungibile


Salvi i 2 mila posti di lavoro, salve le prospettive di rilancio del polo industriale di Portovesme: dopo una giornata ad altissima tensione i lavoratori dell'Alcoa e le organizzazioni sindacali incassano il risultato più ambito, cioè l'impegno dell'azienda a non fermare gli impianti.

IL SINDACATO
 «Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, la fabbrica resta aperta», dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil:
«Quando nessuno ci sperava più è arrivata questa svolta.
 Ora dobbiamo concretizzare questo risultato negli incontri tra azienda e sindacati».
Piena soddisfazione tra i sindacati e gli operai:
«Siamo felicissimi»,
commentano per la Cub Stefano Lai e Sergio Pisu:
 «La mobilitazione dei lavoratori ha pagato e alla fine di questa giornata durissima possiamo essere pienamente soddisfatti».
 La notizia della non chiusura è stata comunicata attraverso un megafono ai lavoratori in partenza verso Cagliari: incredulità e tanta gioia per un risultato che sembrava irraggiungibile. «Non abbiamo parole»,
 dice Rino Barca, della Fsm Cisl:
«È stata una giornata di forti tensioni, ma quello che ci ha comunicato il ministro ci rasserena. Ora si tratta di attuare tutte queste determinazioni, dando concretezza a questo verbale di intenti».
Pur nella soddisfazione per il risultato ottenuto dalla trasferta romana, c'è chi guarda già al futuro:
«Ora il conto alla rovescia dovrà riguardare il riavvio delle celle elettrolitiche spente»,
dice Andrea Cuccu, segretario della Uilm, «e una nuova politica degli investimenti che l'azienda dovrà mettere in campo per dare una vera prospettiva alla fabbrica».

ASSEMBLEA

Per questo pomeriggio in fabbrica è prevista un'assemblea generale dei lavoratori, a cui probabilmente parteciperanno anche i tre lavoratori che da due settimane sono asserragliati su una torre d'acciaio a 60 metri d'altezza.
«Ciò che è emerso nel vertice è indubbiamente positivo»,
dice Roberto Puddu della Cgil, «ed è una conquista dei lavoratori, a dimostrazione che la grande mobilitazione messa in campo ha dato i suoi risultati».
Il Sulcis tira un enorme sospiro di sollievo, moltiplicato per 2 mila, quanti erano i posti di lavoro potenzialmente a rischio se l'Alcoa avesse chiuso.
«Adesso il Governo dovrà insistere con Bruxelles»,
dice Giampaolo Diana, consigliere regionale del Partito Democratico,
«perché non può essere che lo svantaggio che pagano le nostre aziende, ci venga addebitato come un vantaggio e addirittura come un aiuto di Stato. C'è un problema di costi energetici e va affrontato in modo strutturale, per dare risposte a tutto il polo industriale di Portovesme».


LE REAZIONI

Anche Francesco Sanna, senatore del Pd, affronta la questione della procedura di infrazione: «Da quanto ha detto il ministro Ronchi»,
spiega Sanna,
 «la legnata che ci prendiamo vale, con gli interessi, tre volte la somma indicata dal ministro». Interviene anche Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale:
«Non è solo l'Alcoa e la singola provincia del Sulcis-Iglesiente ad aver vinto una battaglia, ma è una vittoria per la Sardegna intera».
A Portovesme il conto alla rovescia si è fermato: dopo due settimane di mobilitazione continua, la fabbrica è salva.


ANTONELLA PANI 
Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post