Villaperuccio :Piombo, zinco e alluminio

Pubblicato il da sandro

D opo le piogge le acque del fiume ha assunto
 una colorazione rossastra.


 Non è la prima volta.
Stavolta il rosso era meno intenso rispetto all'ultima volta (la scorsa primavera), ma comunque sufficiente a far scattare un nuovo campanello d'allarme-inquinamento da metalli pesanti del rio Mannu di Villaperuccio.
Tanto che l'amministrazione comunale, a due anni dalle prime segnalazioni, è ripartita alla carica chiedendo un incontro con l'assessore regionale all'Ambiente Giorgio Oppi.
«Le abbondanti piogge degli ultimi tempi, se mai ce ne fosse stato bisogno, - ha spiegato il sindaco Antonello Pirosu - hanno riproposto il problema dell'inquinamento da metalli pesanti del rio Mannu».
Così con crescente preoccupazione e con un'ordinanza che vieta l'uso dell'acqua del fiume anche per abbeverare le greggi, a Villaperuccio si chiedono interventi per eliminare o, quanto meno, limitare i pericoli.
Un fenomeno che, portato all'attenzione della regione due anni fa, aveva evidenziato, dopo le analisi compiute dalla Asl 7, alte concentrazioni di piombo, zinco, manganese, bario e, soprattutto, ferro e alluminio nelle acque del fiume che, attraversando Villaperuccio, va a immettersi nel lago artificiale di Monte Pranu, riserva idrica del Basso Sulcis.
 Metalli che, è stato accertato, provenivano dalla tracimazione dei depositi di vecchi bacini minerari o dal dilavamento di discariche legate all'attività estrattiva. Da qui l'allarme lanciato dai sindaci Gianfranco Tunis (Narcao) e Antonello Pirosu (Villaperuccio) e l'avvio di uno studio realizzato dall'Università di Cagliari su commissione del Geoparco e l'individuazione, nei territori di Narcao, Santadi,Villaperuccio, Nuxis e Villamassargia, di autentici “giacimenti” di veleni.
 Seguì anche la presentazione di un piano per la messa in sicurezza dei siti inquinanti.
«Ma da allora - ha commentato il sindaco di Villaperuccio - non si è più saputo niente».



 

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