Alcoa: emissioni di fluoro

Pubblicato il da sandro

La Provincia sollecita all'Arpas l'esito delle analisi


I dati sull'inquinamento da fluoro all'Alcoa di Portovesme si fanno attendere e la Provincia chiede conto all'Arpas. Ieri sera dall'Ufficio Ambiente è partito un fax indirizzato all'Agenzia regionale per l'ambiente, un nuovo sollecito dai toni forti, in cui si chiedono con urgenza dati certi sulle emissioni di fluoro che provengono dalle celle elettrolitiche della fabbrica dell'alluminio.

Già nel corso della settimana la Provincia aveva sollecitato i risultati delle campionature fatte dai tecnici Arpas nello stabilimento Alcoa durante i giorni caldi dell'emergenza ambientale, quando le celle avevano incominciato a funzionare male sprigionando nubi poco rassicuranti. Una risposta era stata annunciata per la fine della settimana.

Ieri era venerdì ma alla Provincia ancora non erano arrivati i risultati delle analisi: da qui la decisione di chiedere lumi all'Arpas.

Anche perché resta ancora in piedi la diffida all'Alcoa a mettere in sicurezza lo stabilimento dal punto di vista ambientale e della salute dei lavoratori. Ma, per valutare se l'emergenza sia rientrata o meno, servono dati, risultati messi nero su bianco.
In attesa di ciò la Provincia ha convocato una riunione con l'Alcoa e le organizzazioni sindacali per lunedì mattina, nella sede iglesiente di via Argentaria, per fare il punto della situazione.

«La legge assegna alla Provincia delle precise competenze in ambito ambientale - dice il presidente Pierfranco Gaviano - e a quello che dice la legge ci dobbiamo attenere: la tutela della salute è prioritaria, sia la salute dei lavoratori, che della popolazione.

Ma per prendere una decisione in merito abbiamo bisogno di avere in mano dati certi, e l'unico soggetto competente ad eseguire i rilievi è l'Arpas».
Intanto, in attesa dei risultati sulle analisi, a Portoscuso il consigliere comunale dei Verdi Angelo Cremone, lancia un nuovo allarme.

«Anche la scorsa notte erano visibili le emissioni che dall'Alcoa si dirigevano in direzione Paringianu e verso la centrale Enel - dice il consigliere - sarebbe opportuno che si facessero dei controlli mirati sulla popolazione e sui lavoratori esposti.

Già da anni sono stati riscontrati casi di fluorosi cronica su animali, vogliamo credere che gli esseri umani siano immuni dagli effetti di questa sostanza?

Non si può far finta di nulla, servono controlli specifici.

D'altronde la vita anche di una sola persona vale più di qualsiasi produzione industriale».


ANTONELLA PANI

 

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