Iglesias : Investimenti congelati

Pubblicato il da sandro

Investimenti per 300 milioni: congelati

Nel desolato panorama industriale del Sulcis, tra fabbriche chiuse, impianti fermi e realtà produttive in agonia, c'è un'azienda pronta a investire 300 milioni di euro per raddoppiare la produzione e riprendere a marciare ad alti regimi.

Ma per la Portovesme srl, il cui piano di rilancio industriale costituisce un'eccezione rispetto alle strategie più attendiste delle multinazionali dell'alluminio, i tempi per metterlo in opera si annunciano ancora lunghi.

L'ostacolo più grosso alla sua realizzazione sta

«nell'assenza di risposte certe e tempestive da parte della politica».

Parola di Carlo Lolliri, amministratore delegato dello stabilimento di proprietà della Glencore, che produce piombo e zinco.

Secondo Lolliri - intervenuto ieri a uno dei workshop organizzati dalla Provincia di Carbonia Iglesias per stendere le linee guida del Piano provinciale dei Servizi e delle Politiche per il lavoro - ogni giorno che passa senza che i governi compiano scelte, dettino chiari indirizzi e mettano in pratica opportuni interventi per arginare la devastante crisi in corso, è un passo in più verso il definitivo ko dell'Industria sarda, e sulcitana in particolare.

Il Piano della Portovesme srl esiste dal 2005, e consiste essenzialmente nella creazione di un parco eolico - grazie al quale l'azienda autoprodurrebbe parte dell'energia di cui abbisogna - e nel raddoppio dell'impianto elettrolitico.

Due interventi da 150 milioni di euro ciascuno, a cui le centinaia di lavoratori della fabbrica attualmente fermi guardano con speranza, ma che la Portovesme srl metterà in opera solo quando avrà dalla politica le necessarie certezze sulle normative in tema di energia, sulle infrastrutture, sulla continuità territoriale delle merci e - ovviamente - sulla possibilità di mettere su il parco eolico, il cui progetto è stato modificato ben sei volte, ma che a cinque anni dalla prima stesura è ancora in stand-by .
Come in stand by sono le altre grosse realtà produttive del territorio:


la Carbosulcis

- sul cui destino, legato alla realizzazione della centrale elettrica a carbone, è calato negli ultimi tempi un inquietante silenzio;


l'Eurallumina

- ancora in attesa di un'area dove poter stoccare i fanghi derivanti dalla produzione;


l'Alcoa,

precipitata nel volgere di poche settimane nel pieno di una crisi che fino a qualche mese fa sembrava averla appena sfiorata.


Tutte attendono ancora di conoscere quali benefici concreti scaturiranno dall'applicazione della recente normativa sull'operatore energetico virtuale, e quali e quanti fondi verranno stanziati, dai vari livelli istituzionali, per le infrastrutture, in particolare per la realizzazione di un approdo industriale a Portovesme, senza il quale è difficile pensare a un futuro per il polo.

Dal canto suo, la Provincia si è impegnata a fornire ogni risposta di sua competenza attraverso il Piano per il lavoro di prossima stesura, che verrà redatto tenendo conto delle istanze emerse nei diversi incontri che si stanno svolgendo in tutto il territorio.

A dire il vero, importanti linee d'azione sono state già tracciate nell'Intesa istituzionale siglata con la Regione due anni fa, ma come spesso accade

«solo in Italia», come ha puntualizzato Carlo Lolliri), l'avvicendarsi delle forze politiche al potere ha determinato una sorta di «amnesia amministrativa»,

che di fatto paralizza gli strumenti predisposti in precedenza.

«La Provincia - ha assicurato il presidente dell'ente Pierfranco Gaviano - metterà in campo ogni risorsa possibile per il rilancio del Polo industriale e dell'occupazione, confrontandosi con i livelli istituzionali più alti, affinché arrivino quelle risposte di cui il territorio ha assoluto e immediato bisogno».



 

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