S. G. Suergiu : no al bacino fanghi rossi.
Il Consiglio boccia il nuovo bacino
dell'Eurallumina
“No”
al nuovo bacino dei fanghi rossi dell'Eurallumina nel mezzo della pineta Inps di Matzaccara.
Il Consiglio comunale di San Giovanni Suergiu ha formalizzato avant'ieri sera con una delibera l'orientamento già espresso dalla Giunta:
nessuna autorizzazione all'Eurallumina per effettuare sondaggi nella pineta finalizzati alla costruzione di in bacino di fanghi rossi.
Decisione unanime: un
“no”
categorico che ha allarmato i sindacalisti dell'Eurallumina:
«Senza un nuovo bacino dei fanghi rossi cesserebbe di esistere una fabbrica che dà lavoro a 600 dipendenti».
Ma il Consiglio di San Giovanni Suergiu non ha lasciato spiragli.
«La pineta Inps non si tocca. L'area è un polmone verde di indiscusso valore che non deve essere compromesso - ha sottolineato il sindaco Enrico Piras - non intendiamo assolutamente trasformarlo in un deposito per i rifiuti delle industrie di Portovesme e, soprattutto, in una nuova discarica per i fanghi rossi».
Una posizione che ha accomunato maggioranza e opposizione, motivata anche dal fatto che il Comune ha da tempo in cantiere progetti di rilancio naturalistico degli oltre 180 ettari di eucalipti e pini con vista sulla laguna di Sant'Antioco.
«Ci dispiace che, come avvenuto in altre occasioni, - ha tenuto a sottolineare il primo cittadino - ci sia il tentativo di farci mettere contro i lavoratori che, come manifestato più volte, hanno tutta la nostra solidarietà per la grave situazione in versa l'Eurallumina con gli impianti bloccati da marzo».
A tal proposito, e in virtù del “no” espresso dal Consiglio comunale, anche la Rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento di Portovesme ha illustrato la sua posizione.
«Tempo fa, a Roma, è stato siglato un protocollo d'intesa il cui punto fondamentale è l'individuazione di un nuovo bacino dei fanghi rossi, indispensabile per dare continuità produttiva per altri 15 - 20 anni all'Eurallumina.
Ora - ha sottolineato Enrico Pulisci della Rsu - chiediamo che chi ha sottoscritto impegni precisi,
Eurallumina, Rusal, Regione, Provincia e Comuni,
facciano di tutto individuare la soluzione migliore».
Un appello, il suo, ma anche un grido di dolore per le centinaia di posti a rischio.
«Senza un nuovo bacino l'Eurallumina cesserebbe di esistere».
MAURIZIO LOCCI