Alcoa : emissioni di fluoro
L'Arpas chiede qualche giorno di tempo. La società:
«La situazione è in netto miglioramento»
Non arrivano i risultati delle analisi dell'Arpas sulle emissioni dello stabilimento dell'Alcoa così slitta ancora la decisione della Provincia.
Resta ancora tutta da decidere la sorte dello stabilimento Alcoa di Portovesme:
la Provincia non ha ancora in mano i risultati dei rilievi sulle emissioni inquinanti compiuti dall'Arpas, quindi non è in grado di stabilire se c'è inquinamento da fluoro oppure no.
Dunque la decisione finale sul caso-Alcoa slitta di qualche giorno, probabilmente fino a fine settimana.
«Abbiamo sollecitato l'Arpas ad eseguire i rilievi necessari fin da lunedì - si legge in un comunicato diffuso ieri dall'Ufficio di presidenza della Provincia di Carbonia Iglesias - per accertare la reale portata dell'asserito inquinamento. L'Arpas, unico soggetto competente ad eseguire i rilievi, non ha ancora ufficializzato alcun risultato.
L'amministrazione provinciale non può che attendere. L'Arpas, interpellata, ha assicurato che entro questa settimana saranno formalizzati i risultati delle prime campionature».
I SOPRALLUOGHI
Anche ieri mattina i tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente erano nella fabbrica dell'Alcoa, nella Sala elettrolisi, a fare tutte le verifiche del caso.
È lì, nel cuore dello stabilimento che sono state registrate le anomalie al funzionamento delle celle elettrolitiche e la conseguente emissione di fluoro.
Per ovviare al grave inconveniente la società ha fermato 57 celle e sembra che arriveranno a superare le 60.
Questo nel tentativo di riportare le emissioni inquinanti entro i parametri consentiti. Ma bloccare le celle significa diminuire la produzione di alluminio primario.
Però, con tante celle ferme, la situazione ambientale, rispetto all'inizio dell'emergenza, è migliorata.
Resta da vedere però, e questo lo potranno certificare solo i tecnici dell'Arpas, se le emissioni sono rientrare nei limiti previsti dalla legge.
LA SOCIETÀ
Con questi dati oggettivi in mano la Provincia potrà prendere una decisione: o dare corso alla diffida, arrivando fino alla fermata della Sala elettrolisi o dichiarare superata l'emergenza. Ma fino ad allora la fabbrica di alluminio continuerà a rimanere con il fiato sospeso, con una situazione ambientale delicata e quasi 60 celle ferme.
«Le emissioni atipiche in atmosfera sono state causate da anomalie dei principali parametri del processo elettrolitico - si legge in una nota diffusa dall'Alcoa - al fine di consentire il più rapido rientro dei problemi verificatisi, sono state già disattivate, a titolo meramente precauzionale, oltre 50 celle elettrolitiche.
Tale circostanza, unitamente agli altri interventi effettuati, ha già comportato un significativo miglioramento della situazione complessiva.
Alcoa sta comunque proseguendo nell'attuazione del piano di intervento, avvalendosi anche dell'aiuto di tecnici specializzati, inviati sul posto dagli altri stabilimenti del gruppo, e ha già dato avvio a un piano di monitoraggio ambientale, i cui risultati saranno condivisi con le Autorità di controllo e la comunità. La priorità assoluta è scongiurare ogni potenziale rischio per i lavoratori e l'ambiente».
IL COMUNE
La multinazionale conclude la nota ringraziando dipendenti, collaboratori e rappresentanze sindacali per il contributo dato nella gestione dell'emergenza. Sulla vicenda-Alcoa interviene anche l'amministrazione comunale di Portoscuso. «L'emergenza ambientale preoccupa e vanno fatti tutti gli sforzi possibili per evitare danni ancora maggiori - si legge in un comunicato dell'amministrazione guidata da Adriano Puddu - dalle notizie in nostro possesso, dopo gli interventi effettuati nelle ultime ore, i problemi tecnici sarebbero avviati verso una soluzione positiva e non possiamo che auspicare una rapida svolta in questa direzione».
ANTONELLA PANI