Via i sigilli dai fanghi rossi

Pubblicato il da sandro

 Il Comune: la Rusal chieda il dissequestro del bacino


«Presentate il piano industriale e chiedete il dissequestro del bacino dei fanghi rossi»: parte dall'amministrazione di Portoscuso un nuovo appello alla Rusal, la multinazionale proprietaria dello stabilimento Eurallumina chiuso da più di un anno.
Giovedì mattina gli operai dell'Eurallumina hanno occupato l'aula consiliare di Portoscuso, chiedendo l'appoggio dell'amministrazione in una battaglia che sembra non avere fine. Successivamente, dal Comune è partito un documento indirizzato al Prefetto, al presidente Cappellacci, al presidente della Provincia Tore Cherchi, alla Rusal e alla stazione locale dei carabinieri. «Si invitano gli enti in indirizzo - si legge nel documento - a farsi promotori nei confronti della Rusal affinché presenti finalmente il tanto atteso piano industriale comprendendo nello stesso la richiesta ufficiale del dissequestro del bacino dei fanghi rossi, elemento essenziale per la riapertura e il proseguo dell'attività lavorativa». 
Da settembre, infatti, il bacino di Sa Foxi è sotto sequestro dell'autorità giudiziaria per il presunto reato di disastro ambientale. 
Ma finora l'Eurallumina non ha ancora chiesto il dissequestro dell'area, la cui disponibilità sarebbe effettivamente indispensabile nel momento in cui fosse riavviata la fabbrica. Infatti nel bacino vengono depositati i fanghi rossi, prodotti di scarto della lavorazione della bauxite. Con il bacino fuori uso non si può neanche immaginare il riavvio dell'Eurallumina. 
L'azienda non ha ancora formulato la richiesta di dissequestro. Da qui l'appello dell'amministrazione comunale. «La chiusura dell'Eurallumina, che si protrae ormai da troppo tempo senza che si riesca a intravedere uno spiraglio di soluzione a breve termine - scrive ancora l'amministrazione comunale di Portoscuso - comporta per questo territorio un problema che sta assumendo toni sempre più critici. Questo scenario di deindustrializzazione ci impone di agire sinergicamente senza permettere che trascorra altro tempo».

 

 

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