Vertenza Sardegna, sindacati in piazza a Roma e a Cagliari

Pubblicato il da sandro

Vertenza Sardegna, sindacati 
in piazza a Roma e a Cagliari
Vertenza Sardegna, sindacati in piazza a Roma e a Cagliari

Una manifestazione regionale a Roma entro il 20 aprile sui temi della crisi e della difesa e sviluppo del sistema produttivo regionale e una a Cagliari il 4 giugno per segnare la svolta decisiva nelle scelte politiche di governo della regione. E' quanto deciso da Cgil, Cisl e Uil che hanno anche chiesto, nei prossimi giorni, un incontro con i parlamentari sardi per l'apertura di un tavolo col governo a Palazzo Chigi sui temi regionali. In questo percorso - si legge in una nota - troveranno adeguato spazio le diverse vertenze aperte, territoriali, settoriali e aziendali, a partire dalle situazioni di emergenza che si registrano nel Sulcis, a Porto Torres, a Nuoro, a Olbia, in Ogliastra, a Oristano e nel Campidano, fino alle aree rurali e interne, abbandonate a se stesse.

Le decisioni sono state assunte nel corso di una riunione delle segreterie regionali unitarie confederali per valutare lo stato della vertenza Sardegna e delle relazioni con i governi regionale e nazionale. Il sistema economico e sociale dell'isola è al collasso, - prosegue la nota - mentrela Giuntaregionale non coglie la gravità della situazione, che sembra anzi sottovalutare, e non riesce a mettere in campo azioni efficaci per affrontare i problemi. Lo dimostra anche il silenzio del Governo nazionale, col quale la giunta non riesce a interloquire e ad ottenere un confronto congiunto con le parti sociali e le istituzioni locali, così come si era impegnata a fare: persino le riunioni annunciate al ministero dello Sviluppo Economico vengono inopinatamente rinviate all'ultimo momento.

 

E' necessario che tutte le forze che costituiscono la maggioranza – è scritto ancora nella nota dei sindacati - siano responsabilizzate sui problemi del lavoro e della crisi ancora drammaticamente aperti. I sindacati confederali hanno costruito in questi anni iniziative e proposte, raggiungendo anche un accordo quadro a giugno del 2010, che e' finora rimasto in gran parte inattuato. Uno dei presupposti di quell'intesa è il rilancio del sistema produttivo regionale, che vede aggravarsi le proprie difficoltà, soprattutto per l'incapacità' delle istituzioni regionali nell'approntare idonei interventi di sostegno e per la scarsa autorevolezza e incisività di fronte al rifiuto del governo nazionale di assumere nella propria agenda i temi della Sardegna. In questo contesto in cui l'isola rischia il fallimento sociale, si registrano pesanti ritardi nella spesa delle risorse finanziarie in capo alle politiche per il lavoro.

 

Assistiamo persino alla formale presa d'atto, da parte della Giunta, della propria incapacità a spendere le risorse di cui dispone nel Por e nelle diverse linee d'azione del programma Fers: rischia così di non apparire credibile neppure la sacrosanta richiesta di maggiori disponibilità di risorse proprie, indebitamente sottratte all'isola dal Governo in materia di entrate tributarie. 

I sindacati chiedono una strategia efficace di contrasto della crisi che sappia affiancarsi all'attuazione degli impegni che non vengono rispettati da parte del Governo nazionale.  Pertanto, le segreterie unitarie regionali di Cgil Cisl Uil dichiarano la propria totale insoddisfazione e la volontà di dire basta a questo snervante immobilismo che - conclude la nota - rischia di compromettere definitivamente le speranze di rinascita e di maggior coesione sociale e territoriale dell'isola.

30 marzo

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