Eurallumina: la rabbia sotto le tende

Pubblicato il da sandro

Le tende degli operai dell'Eurallumina resteranno sotto i portici del palazzo del Consiglio regionale, a Cagliari, fino a quando da Roma non arriverà la data del riavvio della fabbrica chiusa da due anni.
   
             di Antonella Pani
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Le tende dei lavoratori Eurallumina non si spostano da via Roma. Resteranno sotto i portici del palazzo della Regione almeno fino al 14 aprile, quando al ministero dello Sviluppo economico si svolgerà il vertice con azienda, Regione, Governo e sindacati per decidere il futuro della fabbrica chiusa da più di due anni. Superato lo choc iniziale di lunedì pomeriggio, quando è stato chiaro che l'incontro programmato per il 31 sarebbe slittato di due settimane, lavoratori e sindacati hanno serrato le fila e riorganizzato la mobilitazione: la protesta non si ferma, anzi gli operai rilanciano.

NON SI PARTE 
Annullata la trasferta a Roma dei 500 lavoratori, visto che il vertice è slittato, è stato invece confermato ad oltranza il presidio davanti al palazzo del Consiglio regionale ed è molto probabile che nei giorni precedenti la riunione del 14 si organizzi un'iniziativa a Roma, con un sit-in permanente fino al giorno del vertice. Insomma la mobilitazione prosegue e accanto alle iniziative visibili si porteranno avanti altre forme di pressing, a livello nazionale, «per evitare che si dimentichino di noi anche per un solo giorno», proclamano gli operai. 
Ieri mattina l'assemblea dei lavoratori si è riunita sotto i portici, bisognava decidere come andare avanti. «Superato il colpo iniziale per l'ennesimo rinvio abbiamo deciso di continuare con la mobilitazione - dice Antonello Pirotto della Saf Cisl - questo è il momento di lottare ancora più uniti per portare a casa il risultato»

NELLE TENDE
 Allora, prima di tutto il presidio davanti al Consiglio non si tocca: le tende resteranno lì, i lavoratori continueranno a manifestare con la loro presenza fissa il grande disagio per una soluzione che non è ancora arrivata e non si sa quando arriverà. «Da qui non ce ne andiamo, la nostra presenza è il promemoria per la politica - ribadisce Francesco Garau, delegato della Filctem Cgil - anzi, organizzeremo qualcosa anche prima dell'incontro per far presente al Governo, in modo concreto, che l'incontro del 14 non può essere rinviato». È quello, adesso il nuovo obiettivo. «Bisogna istruire al meglio l'incontro per fare in modo che non ci sia l'ennesimo nulla di fatto - annuncia Mario Crò, segretario della Uil - il confronto deve concentrarsi a livello nazionale». Finora da Roma sul fronte olio combustibile non arrivano novità. «Dobbiamo tenere alta la mobilitazione e utilizzare tutti i canali nazionali perché quello del 14 non può essere un altro incontro interlocutorio», è la posizione di Fabio Enne, segretario della Cisl.

ACCORDO MANCATO
 Nella vertenza Eurallumina non si contano più gli incontri fissati e poi rinviati, sempre per il solito motivo: mancanza dell'accordo sull'olio combustibile. «Questa politica si è già giocata tutta la nostra fiducia - è la considerazione di Roberto Puddu, segretario della Cgil - a questo punto dopo gli impegni devono arrivare i fatti concreti».

PORTOVESME SRL 
Ieri alla Camera il sottosegretario Guido Viceconte ha risposto all'interrogazione del deputato Antonello Mereu (Udc) sulle iniziative per abbattere i costi energetici, in particolare per la Glencore. Il sottosegretario ha citato il verbale di accordo dello scorso 6 marzo. «Accanto alla buona volontà serve concretezza nell'affrontare i problemi - ha detto Mereu - abbiamo bisogno non soltanto di promesse ma di certezze». Non sono dettagli. Al metodo di determinazione del costo dell'energia è legata la procedura di infrazione (e le multe) annunciate dalla Commissione europea.

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