Venti milioni di euro per rilanciare l'Eurallumina
Il finanziamento arriva dai fondi destinati alle aree di crisi e ai territori svantaggiati
La Regione punta a riavviare la raffineria chiusa dal marzo del 2009
Arriveranno dai fondi destinati alle aree di crisi e ai territori svantaggiati i 20 milioni di euro promessi dalla Regione per contribuire al rilancio dell'Eurallumina di Portovesme. Il progetto è ancora in fase di approfondimento ma la Regione ha già in programma di spendere quella cifra, più o meno un terzo di quanto sarebbe necessario per riavviare la raffineria di allumina ferma da marzo 2009.
In una delibera della giunta regionale approvata nei giorni scorsi si fa riferimento a «interventi strutturali ed infrastrutturali per favorire la riduzione dei costi di produzione (in particolare energetici) a Portovesme, per i quali si programma la somma di 20 milioni di euro».
Investire nel rilancio dell'Eurallumina significa puntare sulla filiera dell'allumini, che attualmente nel Sulcis può contare solo sull'Alcoa mentre restano chiuse, oltre all'Eurallumina, la Ila e la Sms di Iglesias. «Come si vede dalla delibera è un progetto tutto da definire, ma è già importante che si sia programmato di riservare quei fondi - dice Sergio Murenu, delegato della Rsu Eurallumina - nel protocollo di agosto la Regione si era impegnata a mettere delle risorse nel progetto di rilancio, così come aveva fatto il Governo. Ora aspettiamo la convocazione, ma non lo aspetteremo con le mani in mano: se non dovesse arrivare entro qualche giorno siamo pronti a riprendere la mobilitazione. Il nostro obiettivo non è mai cambiato: la fabbrica deve essere riavviata al più presto». A Portovesme ultimamente si respira un'aria meno negativa dei mesi scorsi, anche se parlare di ottimismo è eccessivo.
«Ci sono incontri tecnici a livello ministeriale, c'è una certa fiducia ma non vorremmo che si trasformasse all'improvviso in delusione - dice Fabio Enne, segretario della Cisl del Sulcis Iglesiente - la Regione ha programmato di spendere quei soldi, così come si era impegnata a fare al tavolo ministeriale. C'è da augurarsi che anche il Governo faccia lo stesso, destinando risorse precise al progetto. E poi non vorremmo sorprese “comunitarie”, quindi è auspicabile che la politica segua tutti i percorsi necessari per evitare futuri interventi da Bruxelles». L'incontro definitivo, quello in cui la Rusal avrebbe dovuto esprimersi sul progetto di rilancio, era fissato per il 21 settembre, poi è stato rinviato. In ballo c'è la costruzione di una caldaia per la produzione del vapore che dovrebbe sostituire il costoso olio combustibile.
Saranno necessari circa 36 mesi, ma nel frattempo la fabbrica potrebbe essere riavviata utilizzando le vecchie caldaie ad olio combustibile, in via temporanea. C'è da chiarire un dettaglio non secondario: cosa intende fare la Rusal? Intanto mercoledì alla Camera è stata discussa un'interrogazione presentata da Amalia Schirru sulla vertenza Eurallumina.
Il Governo ha garantito che si stanno individuando i percorsi più adeguati e sono previsti incontri di verifica a breve con tutti i soggetti interessati. «Le risposte del Governo sono state vacue - commenta Amalia Schirru - e arrivano dopo un'attesa di 6 mesi, solo in questi giorni si stanno affrontando le problematiche dei lavoratori. Ho comunque sollecitato il reperimento di fondi per la realizzazione di un nuovo impianto a vapore».
ANTONELLA PANI
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