Un imprenditore della zona visita la Ila
Nsopralluogo alla Ila di Portovesme: avant'ieri un imprenditore locale interessato alla fabbrica di laminati ha visitato gli impianti (fermi ormai da 3 anni) con il curatore fallimentare e l'assessore all'Industria Alessandra Zedda. Una nuova speranza per i 166 dipendenti Ila dopo la doccia fredda della scorsa settimana e il sopralluogo concluso con la peggiore delle notizie: l'azienda, in quel caso, era interessata solo ai macchinari, non a far ripartire la fabbrica. Ipotesi respinta da sindacati, Regione, Provincia e a quanto pare non molto gradita ai curatori.
IDEA DI RILANCIO
Martedì, dunque, c'è stata una nuova visita: l'imprenditore è locale e dunque conosce bene le potenzialità della Ila. Si è fatto avanti qualche settimana fa; l'altro giorno il sopralluogo per valutare lo stato degli impianti. In questo caso l'interesse non sarebbe limitato ai macchinari ma ci sarebbe in ballo un'idea di rilancio della fabbrica. Resta da capire che impressione ha ricavato l'imprenditore dalla visita all'interno dello stabilimento. «Stiamo aspettando - dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil - che l'assessore ci riferisca come è andato il sopralluogo. Ancora non abbiamo avuto notizie in merito».
IL PRESIDIO
Intanto gli operai della Ila da più di due settimane presidiano la sala riunioni dell'assessorato all'Industria e intendono andare avanti ad oltranza. Senza un'azienda interessata all'acquisto della fabbrica, saranno tutti licenziati dal primo gennaio. Se invece ci fosse una manifestazione di interesse formale, con deposito della cauzione, la cassa integrazione potrebbe essere prorogata.
ALCOA Lunedì sera, mentre infuriava il temporale, gli ispettori della Asl hanno fatto visita all'Alcoa di Portovesme per verificare le segnalazioni dei due delegati Rls Stefano Lai e Massimo Cara, che avevano denunciato tetti colabrodo in sala elettrolisi e in fonderia. Infiltrazioni che, a quanto pare, sono state riscontrate dagli ispettori. I delegati Rls hanno poi chiesto l'intervento di Asl e Arpas per un'altra situazione di potenziale pericolo per i lavoratori in sala elettrolisi.