Togliamo le tende ma l'attenzione resterà altissima
Vertenza eurallumina
Via le tende da via Roma: ieri i lavoratori dell'Eurallumina che per cinque giorni e cinque notti sono rimasti accampati davanti alla sede del Consiglio regionale, a Cagliari, hanno deciso di togliere il presidio. Ma con un inciso unanime:« Non abbassiamo la guardia e se da qui al 9 vedremo che le cose non filano per il verso giusto siamo pronti a rimettere le tende, qui a Cagliari ma anche a Roma». Ottenuta la convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico per il 9 novembre, i lavoratori sciolgono il presidio, ma sono ben lontani dal considerare risolta la vertenza.
«Le tre settimane che ci separano dall'appuntamento al Ministero- dice Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl- dovranno essere utilizzate al meglio per arrivare al tavolo ministeriale con una soluzione: sia chiaro per tutti non vogliamo un interlocutorio, non ci interessano ipotesi a,b, o c o discussioni progettuali: vogliamo un incontro risolutivo che ci permetta, dal 9 in poi, di ragionare di riavvio degli impianti». All'assemblea che si è svolta ieri mattina nello scenario inconsueto di via Roma hanno partecipato un centinaio di lavoratori, molti con famiglia al seguito.
«Non ci illudiamo assolutamente che la vertenza sia risolta, anzi controlleremo con molta attenzione che vadano a posto tutti i tasselli- dice Francesco Garau, delegato della Filctem Cgil nella Rsu di fabbrica- in caso contrario siamo pronti a ripartire con le iniziative in qualsiasi momento». Rispetto a qualche settimana fa sembrano esserci movimenti incoraggianti, ma non abbastanza da aver sciolto tutti i nodi. Uno su tutti, la fornitura di olio combustibile che dovrebbe alimentare le caldaie in attesa della nuova caldaia a vapore: Eni e Governo ne stanno ancora discutendo. E non è una questione da poco, visto che proprio dalla fornitura dell'olio combustibile a prezzi competitivi passa l'ipotesi di riavvio temporaneo, nel giro di 18 mesi, forse anche meno. Le prossime settimane saranno determinanti per limare le controversie e giungere ad un risultato davvero definitivo. La fabbrica di Portovesme è chiusa da marzo 2009, tra pochi mesi scadrà la cassa integrazione se non ci saranno novità positive l'assegno dell'Inps è destinato a ridursi sensibilmente. L'appuntamento con la verità dovrebbe essere il 9 novembre, alle 15 al Ministero dello Sviluppo Economico.
ANTONELLA PANI