Tecnochem, i dipendenti insistono: «Chiarezza»

Pubblicato il da sandro cherenti

    di Paolo Mocci  (unione Sarda)

«Non lasceremo il presidio, almeno finché non avremo dall'azienda certezze sul nostro futuro». Non c'è aria di smobilitazione fuori dai cancelli della Tecnochem, e i dipendenti in sciopero da quattro settimane, benché tiepidamente soddisfatti per l'arrivo delle buste paga di luglio, non sembrano voler sotterrare l'ascia di guerra. «Ci aspettiamo - spiega Laura Zucca dell'Rsa Cisl - che la società, dopo aver annunciato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, rediga un Piano di ristrutturazione aziendale e lo condivida con noi». I lavoratori Tecnochem temono più di tutto lo spettro della disoccupazione, e su questo (quanto se non più che sugli arretrati) chiedono con urgenza un confronto all'azienda.
Tra gli altri motivi di frizione, la questione dei buoni pasto arretrati da luglio, che i lavoratori vorrebbero ma «l'azienda non distribuisce, nonostante li abbia già a disposizione». Non è tutto: «Vorremmo anche spiegazioni - prosegue la Zucca - sulla quotidiana presenza in fabbrica di persone estranee al personale che sospettiamo siano state chiamate a svolgere il nostro lavoro».

 

 

 

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